Onore a Guicciardi anche da Renato Schifani
In piazza Luini ci sono già altri tre medaglioni di “figli” di Ponte in Valtellina: Francesco Saverio Quadrio, Leandro Giuliani e Libero della Briotta. Da ieri onore anche ad Enrico Guicciardi (1812-1895), senatore del Regno d’Italia, prefetto di Cosenza e di Palermo, presidente nazionale della Croce Rossa, fondatore del Cai Valtellinese e sindaco di Ponte per 23 anni.
A chiusura delle celebrazioni per i 200 anni della nascita del patriota di Ponte, Comune e biblioteca hanno scoperto la lapide intitolata a Guicciardi, cui ha voluto partecipare con un messaggio anche il presidente del Senato, Renato Schifani, mentre in piazza hanno ravvivato la cerimonia il gruppo storico Amici della Battaglia di Novara e la Fanfara dei bersaglieri di Morbegno.
«Ponte si distingue per aver dato i natali a personaggi illustri in ambito storico, culturale, scientifico e politico – ha detto il sindaco, Franco Biscotti -. Guicciardi non si sottrae a questi ed anzi, nel XIX secolo, ha contribuito alla formazione completa dell’Italia con un’azione integerrima, rispetto dei valori, ideali sani e obiettivi importanti da raggiungere. Ho ricoperto ruoli fondamentali nella vita pubblica e politica e mi auguro che rinverdire la conoscenza di questo personaggio possa essere da esempio per le nuove generazioni». Il presidente Schifani, nel messaggio letto, si è soffermato sull’attenzione unica avuta da Guicciardi per le problematiche sociali nel meridione, soprattutto «capì che la lotta al brigantaggio non poteva essere condotta solo con la repressione – ha scritto -. Il suo grande impegno ha dimostrato il carattere versatile sempre pronto in vari fronti per il bene pubblico». Guicciardi è stato prefetto di Palermo, la stessa terra siciliana da cui proviene il nuovo prefetto, Carmelo Casabona, che ha scoperto il medaglione insieme al presidente della Provincia e vicesindaco di Ponte, Massimo Sertori. «Il brigantaggio in Calabria e la mafia in Sicilia cominciavano ad impadronirsi del territorio a quei tempi – ha detto il prefetto -. Guicciardi è stato un grande personaggio che ha precorso i tempi della lotta alla criminalità organizzata». A chiudere – è il caso di dirlo – con il botto la cerimonia i due colpi d’onore sparati a salve dal gruppo storico, prima dell’Inno d’Italia.
La mostra sui documenti e cimeli di Guicciardi al teatro comunale resterà aperta fino al 18 novembre tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17.
|