Le confessioni cristiane in Medio Oriente
La situazione delle confessioni cristiane in Medio Oriente e, più specificamente, in Siria è il tema che il pastore Paolo Tognina tratterà alla libreria Il Mosaico venerdì 6 dicembre alle 20,30. La popolazione cristiana, pari al 10 per cento del totale degli abitanti di quel povero Paese, frammentata in decine di confessioni, è quella su cui gravano le maggiori incognite di sopravvivenza. «La guerra civile, infatti, rischia di fomentare odi religiosi ed estremismi che potrebbero spezzare irreversibilmente la convivenza fraterna che è stata fino ad oggi la ricchezza più grande di quella regione – anticipa Alberto Gobetti, promotore della serata -. Con Tognina cercheremo di analizzare dati di fatto e preoccupazioni, e cercheremo di riflettere sul rapporto che intercorre fra diritti dei popoli all'autodeterminazione, lotta per la giustizia, democrazia - da un lato - e identità religiosa, nazionalismo e pan-nazionalismo - dall'altro. Vorrei trarre spunto, per condurre la serata, dal pensiero di padre Paolo dall'Oglio, un monaco gesuita che ha fondato alle porte di Damasco un monastero in cui il dialogo interreligioso, fatto non tanto di parole, quanto di preghiera, di silenzio e di condivisione del pane, crea le condizioni per una autentica umanizzazione». Padre dall'Oglio è stato rapito e si dubita perfino che sia ancora in vita. In suo onore, Gobetti intende destinare tutto il ricavato della vendita dei libri di quella sera ad una donazione in favore del suo monastero.
Martedì 10 dicembre alle 2030, Massimiliano Trentin, esperto di relazioni internazionali e docente associato dell'università di Bologna, parlerà invece di Siria negli equilibri di potenza in Medio Oriente.
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