A Tirano la piazza ... dei piccioni
La piazza delle Stazioni? No, la piazza dei piccioni; cè poco da ridere a Tirano; alle 13 circa improvvisamente arrivano e vanno a posarsi sui davanzali del palazzo della stazione ferroviaria dello Stato; alle 14 poi, forse per il caldo preso, se ne vanno a fare un bel bagnetto nella nuova fontana che il Comune ha realizzato. E, come routine, lasciano il loro bisognino. Un po’ di qui, un po’ di là. I piccioni viaggiatori, una delle specie di columbidi più diffusa in Italia soprattutto nelle piazze delle grandi città, oggi, bersaglia anche Tirano. O, meglio, piazza delle Stazioni di Tirano. Nulla di grave, ci mancherebbe. Fatto eccetto per quei poveri tiranesi che si sono visti recapitare sulla testa, senza volerlo, o – alla meno peggio – sulle spalle il loro escremento. I piccioni, però – è innegabile - sporcano, imbrattano, rovinano e sono rumorosi. La specie più comune di volatili molesti che si insedia nelle aree urbane, nei centri storici per di più rovina manufatti pubblici e privati. Ecco si capisce chi, in piazza delle Stazioni, ha notato e lamenta il problema. Un problema di ordine, pulizia e igiene (il piccione è portatore di oltre 60 malattie). E, a complicare ulteriormente la questione, il fatto che ci sia qualcuno che – a questi piccioni – dia pure da mangiare, neanche fossero animali domestici. Ed eccoci allo scenario che si staglia sulla piazza tiranese: i davanzali della stazione lerci, strisciate di guano anche lungo i muri che arrivano alla base della struttura, soprattutto nell’angolo che si affaccia verso la ferrovia retica, la cassetta delle lettere che da rossa pare avere una sorta di secondo tetto di bisognini non graditi. L’addetta incaricata della pulizia della stazione ha un gran bel daffare a buttare acqua sul marciapiede e sui sassi e a sfregare, con tanto olio di gomito, per pulire dove questo animale molesto sporca. In passato pare anche che siano stati messi sui cornicioni della stazione degli spuntoni, come degli aghi di ferro lunghi e intrecciati, in cima all’edificio per evitare che i piccioni si posassero, invece riescono comunque a fermarsi. E se, fino a qualche tempo fa, meta prediletta dei loro riposini erano i davanzali o la parte soprastante l’ufficio turistico ora questi uccelli hanno una predilezione per la fontana dove vanno ad abbeverarsi. «Purtroppo sono al corrente del degrado che questi volatili provocano e mi rammarico per chi gli dà pure da mangiare – dichiara il sindaco Pietro Del Simone -. Il fatto è che l’operazione di cattura non è cosa da poco. Ricordo che anni fa ci erano voluti fra i 15 e i 20mila euro per la cattura dei piccioni che sporcavano piazza della Basilica, ma mi attiverò per risolvere il problema».
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