Cremagliera Tirano-Aprica: un sogno?
La funicolare dei monti fa sognare anche Aprica; del progetto, per ora top secret, di realizzare una monorotaia Tirano-Trivigno-Pian di Gembro-Aprica il sindaco della stazione orobica ne ha sentito più che parlare; lo ha già avvallato e ben due anni fa. «Sono stata contattata due anni fa dal sindaco di Tirano che è un po’ il promotore dell’iniziativa, visto che Aprica ha un ruolo marginale – spiega Carla Cioccarelli -. Mi è stato illustrato lo studio che si sostanzia in una cremagliera che partirebbe da Tirano con sosta a mezza montagna in versante tiranese, una a Trivigno, una a Pian Gembro e l’arrivo ad Aprica in zona fra Mavigna e S. Pietro. E’ chiaro che ho accolto con entusiasmo la proposta, in quanto si tratterebbe di un mezzo di trasporto innovativo ed ecologico che rappresenta un’alternativa a due strade (la provincia di Stazzona e la statale di Aprica) tutte a curve». Comodità, dunque, in primo piano anche per la gente del posto. «Penso ai tanti studenti di Aprica che frequentano le scuole superiori a Tirano – prosegue il sindaco -. In 12 minuti, con un tempo ridotto rispetto al trasporto su gomma, un ragazzo arriverebbe a scuola prendendo una specie di “ascensore” che passa per zone meravigliose. Aprica ha dato l’ok allo studio di fattibilità già allora. I promotori chiedevano un primo sì per poi cercare un finanziamento europeo, aperto proprio per questi mezzi di trasporto ecologico».
E poi c’è l’aspetto turistico. Che non è da meno. «Credo che sia un sogno, almeno per me come sindaco lo è – sempre Cioccarelli -, pensare di dare ai turisti la possibilità di raggiungere sia d’estate per le passeggiate sia d’inverno per lo sci di fondo le piste e le aree di Pian di Gembro e Trivigno sulla monorotaia. L’idea di una funivia, inizialmente presa in considerazione, era stata scartata perché richiedeva più manutenzione e personale rispetto alla cremagliera che, con sfruttamento dei pannelli solari, è concepita in un’ottica di risparmio energetico ed economico». Ai dubbi che qualcuno possa sollevare dal punto di vista ambientale, Cioccarelli risponde: «In realtà se posso esprimere con modestia un parere su territori non di mia competenza, ritengo che la riserva di Pian Gembro e di Trivigno abbiano pagato il prezzo di questa tutela, pur giusta che sia. Credo che un mezzo di trasporto come la monorotaia potrà valorizzare i terreni, in termini non edificatori ma turistici e commerciali. E’ una scelta coraggiosa indubbiamente, ma in zone come la Valtellina in cui si ribadisce l’importanza delle strade in tutti i tavoli, vedo di buon occhio proposte alternative. Gli svizzeri 100 anni fa hanno fatto il trenino rosso e magari chi aveva lanciato l’idea era stato preso per matto; oggi ci rendiamo conto della lungimiranza che hanno avuto gli elvetici».
Pareri positivi alla monorotaia vengono anche da diversi operatori aprichesi, come Sergio Bozzi dell’hotel Urri: «Sarebbe fantastico in previsione di implementare il passaggio di sportivi che accedono alle piste di fondo». Per Maria Bozzi dell’hotel Roma «forse prima si dovrebbe intervenire sulla sistemazione delle strade, ma certo un’idea come questa, se attuabile, non sarebbe male». Infine il presidente dell’associazione commercianti e imprenditori di Aprica, Marco Corvi: «La proposta è buona, ma bisogna vedere il progetto».
«Mi sembra una di quelle idee che a furia di parlarne si finisce per convincersi che si farà. Certo sarebbe una cosa meravigliosa, ma mi piacerebbe vedere il piano economico». Va sul concreto il sindaco di Villa di Tirano, Giacomo Tognini, nel commentare l’ipotesi di un “coaster”, ovvero un trenino veloce su rotaia che in soli 12 minuti collegherebbe Tirano con Aprica, passando per Pian di Gembro – area naturale protetta – collocata nel territorio comunale di Villa per l’appunto. «Sono due anni che se ne parla – afferma Tognini -, sono stato avvertito sull’eventualità di questa iniziativa e mi era stato chiesto se l’avessimo condivisa. Poi un mese fa, nuovamente, se n’è tornato a parlare. Mi sembra un’idea brillante che darebbe vantaggi al nostro comprensorio, ma sono dubbioso dal punto di vista economico. Mi pare che i promotori non intendano chiedere soldi pubblici e che si tratti di un’opera del tutto privatistica, dunque mi domando se ci sia l’effettiva possibilità economica».
La monorotaia andrebbe ad interessare un territorio vincolato. Eppure non ci sono dubbi in tal senso né dal Comune né dalla Comunità montana che gestisce la riserva di Pian di Gembro. «Un progetto di tale natura rispetterebbe l’ambiente», il parere di Tognini, mentre Dino Negri, presidente del comitato di gestione della riserva e vicepresidente Cm dichiara: «Il coaster sarebbe un valore aggiunto per la riserva in termini di accessibilità e nel pieno rispetto ambientale. Da Tirano, punto nodale strategico, salirebbero i turisti che quotidianamente arrivano sul trenino rosso e con le ferrovie dello Stato».
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