Aiuti a chi ristruttura in centro storico
La formula deve essere ancora determinata, ma il Comune di Ponte ha intenzione di agevolare chi ristruttura edifici nel centro storico: una delle voci comprese nel bilancio di previsione – sostenuta anche dalla minoranza - sono i 50mila euro che serviranno per studiare un regolamento che possa incentivare gli interventi privati di ristrutturazione dei fabbricati nel “cuore” di Ponte. «Dobbiamo valutare se dare un contributo in diminuzione degli oneri da pagare o quali interventi sostenere – ha precisato il sindaco, Franco Biscotti nel corso del consiglio comunale -. Sicuramente il regolamento entrerà a pieno regime con l’approvazione del Piano del governo del territorio».
Attenzione agli immobili, ma anche alle strade con 20mila euro che serviranno per il rifacimento di alcune strade del centro storico, alle aree verdi comunali con 15mila per la sistemazione del giardino in piazza della Vittoria dove ci sono giochi malandati. E ancora 5mila euro sono finalizzati all’adeguamento della biblioteca e 12mila euro al completamento del teatro comunale, dove è già stato fatto il nuovo impianto di riscaldamento, ma manca l’allacciamento alla rete del gas metano. Nel versante orobico 15mila euro sono destinati al rifacimento di murature in valle d’Arigna, in contrada Berniga e Gerna, e all’allargamento in località Casacce.
«Non vedo interventi per la casa della Madonna di Campagna che era nel vostro programma elettorale e per la centralina elettrica», ha obiettato Francesco Bertoletti consigliere di opposizione, che si è astenuta dall’approvare il bilancio. «Per la casa della Madonna servono un finanziamento e l’idea di destinazione dell'edificio – ha risposto il sindaco, Franco Biscotti -, mentre per la realizzazione di una centralina su derivazioni già esistenti (utilizzi plurimi) gli approfondimenti sulla rete acquedottistica non sono positivi. Il nostro acquedotto non è in grado di reggere una turbina».
Infine da segnalare che il Comune ha deciso di mantenere invariati l’Ici al 5 per mille (aliquota ferma dal 1994 senza differenziazione fra prima e seconda casa, terreni edificabili) e l’Irpef allo 0,6 per cento.
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