Nuova baruffa della ciclabile
Non accenna a placarsi la polemica sulle condizioni della pista ciclabile del Tiranese e non solo. Dopo il la dato da Giorgio Bresesti di S. Giacomo, le dichiarazioni di Giuliano Bordoni di Grosio e gli interventi di numerosi altri ciclisti, scende in campo anche Andrea Lazzeri che parla prima come ciclista dell’Us Bormiese per due volte campione provinciale come debuttante prima e come cadetto dopo, e poi come politico (è nella segreteria provinciale de La Destra).
Lazzeri non solo condivide le lamentele sollevate in questi giorni sul nostro giornale, ma dà anche qualche consiglio per risolvere i problemi del sentiero Valtellina. Innanzitutto precisa che, essendo corridore, non prende il percorso come fosse al velodromo. «Non mi pongo neppure il problema, non posso andare a 30 km all’ora, dunque mi alleno sulla statale – dice -, ma ci tengo a dire la mia sulla questione perché credo che il sentiero Valtellina sia un percorso interessante per le famiglie e i ragazzi. I problemi evidenziati dai ciclisti sono tutti veri: le radici fra Stazzona e Tresenda, lo sporco fra sabbia e addirittura sassi grandi di alcuni centimetri nel tratto nuovo a Grosio. L’erba da Sernio a Tirano viene tagliata la prima volta a giugno, dunque si sale e si scende in primavera come se si fosse in una foresta. Poi c’è il letame da Stazzona scendendo. Per non parlare della tortuosità di alcune curve a “u”. In pratica a causa di queste tortuosità, del fondo sconnesso e della presenza di cani, addirittura rottweiler, bisogna tenere controllati a vista d’occhio i bambini».
Che fare allora? Il ciclista dell’Us Bormiese suggerisce di «allargare la pista oppure di fare una carreggiata solo per i trattori». Questo diminuirebbe almeno le difficoltà di passaggio e convivenza sui tratti promiscui. Inoltre servirebbero una manutenzione più attenta e costante e soprattutto la segnaletica, ora assente. «Chi arriva a Tirano al ponte sull’Adda non sa dove andare per raggiungere Bormio», aggiunge.
Tolta la tutina da ciclista, Lazzeri veste l’abito di politico e lancia una provocazione al presidente della Cm, Franco Imperial: «Imperial dice che non ci sono le risorse per investire sulla ciclabile. Allora perché non trovare i fondi abolendo la Cm, che sono un ente inutile? Se non sbaglio del bilancio solo un milione di euro va per il personale. Imperial ci sta a cancellare le Cm o preferisce continuare a saziare e tutelare la partitocrazia?».
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