Partito l'Anno Verdiano ad Aprica
L’anno Verdiano è ufficialmente partito ad Aprica. In attesa della presenza della Filarmonica Nazionale Rai di Torino del prossimo luglio, giovedì sera al centro direzionale di Aprica i festeggiamenti per i bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, voluti dal vicesindaco Bruno Corvi, sono iniziati con il concerto della formazione di ottoni Milano Luster Brass con musiche, naturalmente, di Verdi, il compositore italiano più eseguito in assoluto.
Il concerto si è aperto con “Oberto Conte di San Bonifacio”, la cui ouverture era stato un fiasco per Verdi. In condizioni di povertà a Milano con moglie e figli, capitò al compositore di incontrare l’editore Giulio Ricordi che si propose di musicare il Nabucco, che voleva essere una sorta di manifesto del Risorgimento. Fu un successo cui seguì anche quello delle tre opere: Traviata, Trovatore e Rigoletto (trascritte per la formazione strumentale).
Di queste Milano Luster Brass ha offerto alcuni fra i pezzi più famosi, tanto che alcuni spettatori fra quelli presenti in sala non riuscivano a trattenersi dal canticchiarli: dal Preludio della Traviata all’Addio del passato, dal simpaticissimo coro di Zingarelle della Traviata all’inquietante preludio di Macbeth. Molte opere di Verdi sono tratte dalle tragedie di Shakespeare, d’altra parte. Brani pieni di effetti speciali, come diremmo oggi. Si è passati poi al Rigoletto con Questa o quella e la famosissima La donna è mobile per arrivare al coro O Signore dal tetto natio da I Lombardi alla prima crociata, al coro dei gitani da Trovatore per chiudere con due richiestissimi bis la Marcia trionfale dall’Aida e – non poteva assolutamente mancare – Va’ pensiero. Una serata gradevole, anche se la formazione – per via forse dell’influenza di qualche membro – è parsa poco coinvolgente e sfilacciata. Lodevole, però, che in un calendario natalizio pieno di svago vi siano appuntamenti culturali di livello, come il teatro canzone di Giacomo Occhi e questo concerto di musica classica.
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