Restauro per il crocefisso di San Fedele
«Ritengo che questo sia il modo migliore per il Comune affinché i cittadini lascino un segno indelebile per questa ricorrenza».
L’assessore alla Cultura del Comune di Poggiridenti, Hermes Cantoni, presenta con queste parole l’intervento di restauro del crocefisso della chiesa parrocchiale di San Fedele per i 500 anni di fondazione della parrocchia. Un’opera importante sia per il pregio del manufatto risalente alla seconda metà del Seicento sia per l’impegno economico (19.300 euro) per il Comune. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Angelo Nesa, ha atteso di capire bene se, con il patto di stabilità che vincola gli enti locali, fosse possibile ricavare questa cifra. Una volta che ce n’è stata la conferma, è stato commissionato il lavoro al restauratore Luca Quartana.
«Devo innanzitutto ringraziare il museo di Sondrio e la direttrice, Angela Dell’Oca, che mi ha dato lo spunto e l’indicazione – prosegue Cantoni -. C’è stato un sopralluogo con Cecilia Ghibaudi della Soprintendenza dal quale è emersa la necessità di intervenire sul crocefisso. Il colore che presenta, peraltro, non è quello originale, un po’ per il fumo delle candele uno po’ perché si pensa che ad inizio Novecento fosse stato dipinto, come spesso accadeva. Paradossalmente con la nuova dipintura si è conservato meglio il colore originale».
Si prevede un restauro conservativo dell’opera. Verranno tolte le parti aggiuntive in gesso un po’ posticce e il colore non naturale. L’opera sarà ritirata entro giugno per essere riconsegnata al Comune per il prossimo mese di gennaio quando si terranno i festeggiamenti per il 500enario della parrocchia.
Ma Cantoni è riuscito ad ottenere dal restauratore, cui è stato commissionata l’opera, un altro intervento importante per la chiesa: la sanificazione del tempio sacro che resterà chiuso per circa due settimane nel prossimo tardo autunno. «Le termiti hanno assaltato il fondo delle statue, il crocefisso, il coro sull’abside, per cui sarà fatta una sanificazione con del gas che sarà diffuso nella chiesa e che agirà distruggendo le termini – prosegue l’assessore -. Con questa tecnica avremo anche la garanzia di una maggiore tutela nei confronti degli altri dipinti con le tele. L’operazione avverrà prima che il crocefisso venga ricollocato in chiesa. Infine è prevista l’installazione di un sistema di monitoraggio delle condizioni ambientali e climatiche del monumento. La chiesa è il bene artistico principale per un Comune, dunque mi sembra opportuna questa iniziativa ed è il segno della cittadinanza per la ricorrenza della parrocchia di San Fedele».
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