Vigili del fuoco in festa per Bondi
Pensava di uscire a cena per festeggiare il compleanno con la famiglia, invece per lui era stata organizzata una festa a sorpresa per dirgli grazie per quello che ha fatto in oltre trent’anni di volontariato nel distaccamento dei Vigili del fuoco di Ponte in Valtellina, con la consegna di una targa e di un quadretto con dedica.
C’erano tutti i pompieri di Ponte oltre al comandante dei Vigili del fuoco di Sondrio, Giuseppe Biffarella, sabato sera per stringere la mano a Pierino Bondi, 63 anni che, per raggiunti limiti di età, non può più esercitare la funzione di Vigile del fuoco. Bondi, che è stato capo distaccamento, è divenuto operativo il 1° dicembre 1978 e fino al 23 gennaio 2012, giorno del suo compleanno, ha operato.
«Lascio il posto agli altri – ha detto non senza un filo di emozione -. Ma mi fa molto piacere vedere quanti giovani volonterosi ci siano». Di fatti il distaccamento, nato verso la fine del 1800 – uno dei più antichi della provincia di Sondrio – oltre ad essere stato sempre molto coeso e unito, si caratterizza per l’età giovane dei volontari. Oggi il gruppo è formato da una quindicina di componenti, che copre le zone di Ponte, Chiuro, Castello Dell’Acqua, Castionetto di Chiuro e San Giovanni di Teglio. I volontari intervengono in supporto ai pompieri permanenti di Sondrio con interventi variabili nel corso dell’anno: nel 2013 sono stati 9, mentre nel 2012 sono stati 25.
Altra caratteristica, che molti gruppi invidiano, è il costante e continuo ricambio generazionale che avviene di padre in figlio. Pierino Bondi ha lasciato il posto al figlio Mirko, per non parlare della famiglia Maranga. Ermanno Maranga (assessore comunale) è pompiere permanente a Sondrio, ma il figlio Mattia è fra i volontari di Ponte e, come lui, lo erano il nonno e il bisnonno. «Ci tramandiamo di figlio in figlio questa passione», dice Ermanno Maranga, mentre Marco Sertori, che in passato è stato capo distaccamento come Bondi, sostiene che fare il pompiere «è un modo di essere altruisti e aiutare la gente».
E’ il festeggiato Bondi a ricordare uno degli interventi che più è rimasto scolpito nella memoria: quello della frana di Tresenda nel 1983: «Tremendo è stato pescare i corpi nella montagna di fango e difficoltoso per noi che non avevamo radio portatili e la strumentazione di oggi».
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