«Credo che le immagini debbano aprire un proprio mondo interiore, un collegamento con la propria realtà e vissuto. L’interessante di un’opera pittorica è sollecitare questo scatto, questo desiderio di andare oltre. Ognuno inventa la sua storia, io l’ho già fatto a suo tempo dipingendo il quadro. Ora tocca a chi lo guarda».A Bruno Bordoli – 45 anni di attività pittorica alle spalle e oltre 10mila quadri - piace molto che chi osserva la sua opera proponga le proprie osservazioni o riflessioni su cosa voglia comunicare il dipinto. Non c’è un unico significato e, soprattutto, a Bordoli non interessa la rappresentazione. Le immagini sono per lui mezzi per andare in profondità, per capire il senso delle cose, occorre usare quello che si vede con gli occhi per intraprendere un cammino verso l’anima e la propria sensibilità.
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