Tirano teatro: si parta con "L'abito della sposa"
Da una parte c'è Mario Gelardi, autore del testo “L'abito della sposa” che andrà in scena a Tirano venerdì 20 novembre. Gelardi è stato anche regista e coautore insieme a Roberto Saviano di “Gomorra”, spettacolo rappresentato in tutta Europa che ha visto anche varie edizioni straniere. Dall'altra parte c'è Maurizio Panici, che firma la regia de “L'abito della sposa”, ma che ha alle spalle la direzione di grandi testi come “Tre sorelle” con Pamela Villoresi (anche lei ospite a Tirano il 16 febbraio), “Processo a Gesù” con Massimo Foschi e si è confrontato in “La Maria Zanella” con la stupenda Maria Paiato, con la quale ha debuttato giovanissima Alice Spisa, la stessa che a Tirano sarà affiancata da Pino Strabioli, attore e conduttore televisivo. Si capisce solo da questi intrico di rapporti e nomi l'interesse insito nel primo spettacolo in cartellone per “Tirano Teatro”.
La rappresentazione – la prima delle sei in programma – è ambientata nell'Italia del 1963, l’anno del matrimonio Ponti – Loren, della visita in Italia di Kennedy, della scandalosa love story tra Teddy Reno e Rita Pavone, l’anno della tragedia del Vajont. Alto- basso, rosa-nero, le vicende si alternano così nel paese ed anche nella vita del sarto Lucio. Lucio è un sarto di abiti militari, figlio di un sarto di abiti militari; ha girato tutta l’Italia con i suoi genitori ed ora parla un dialetto che è un miscuglio di molte lingue. Lucio è un uomo di mezza età, un po’ irascibile, dai modi spicci e diretti, ma in fondo una brava persona, quindi non se la sente - e forse non può proprio rifiutare - quando un capitano gli chiede di cucire l’abito da sposa di sua figlia. Lucio non può tirarsi indietro, ma non sa nemmeno come fare, così è costretto ad assumere una giovanissima sartina, Nunzia, una ricamatrice che ci riporta direttamente all’atmosfera di quegli anni. Così il logorroico Lucio deve dividere la sua sartoria con la timida Nunzia «che per tirarle una parola di bocca ci vuole più di una tenaglia».
«E’ l’incontro e la scoperta di due vite, di due imprevedibili vite e tra la passione per le canzoni di Rita Pavone e le ritrosie di una ragazza che non sa come comportarsi con gli uomini – scrive Gelardi -, raccontiamo il mondo fuori da quella sartoria, ma anche il piccolo mondo di due persone che custodiscono un segreto che finalmente possono svelare». La storia del sarto Lucio e della ricamatrice Nunzia è la storia di due solitudini, di due tenere figure unite da un segreto: una storia necessaria in un tempo come il nostro, in cui il frastuono rischia di coprire qualsiasi emozione. «E poi un viaggio tra le canzoni e le atmosfere di un’epoca (gli anni Sessanta) – sottolinea, invece, Panici - dove le prime grandi tragedie del nostro Paese si mescolano con i primi timidi eventi personali di quelle due fragili vite, destinati a cambiarne l’esistenza». Ingresso a 16 euro, abbonamenti a 86 euro. Info e prevendita dei biglietti da oggi in biblioteca 0342-702572.
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