Alex Bellini ora si dà ... alla mongolfiera
Ha affrontato il caldo e la sabbia del deserto e poi il freddo, la neve e il ghiaccio dell’Alaska e poi ancora l’acqua degli oceani Atlantico e Pacifico che l’hanno consacrato agli onori della cronaca. E ora si dà … alla mongolfiera. A poco più di un anno dall’attraversata del Pacifico, conclusa il 13 dicembre 2008 dopo 18.000 chilometri di navigazione e 294 giorni in mare aperto, dopo aver ottenuto diversi premi e riconoscimenti in ambito sportivo e non solo, Alex Bellini ha deciso di cambiare elemento, come abbiamo capito guardando la foto pubblicata nei giorni scorsi. Anzi elementi: non più l’acqua e terra, ma aria e fuoco. Mercoledì sera, ai Campetti di Aprica in occasione della partenza della “Stralunata” – la gara e raduno scialpinistico e di ciaspole -, Alex ha effettuato il volo inaugurale a bordo della sua nuova mongolfiera, acquistata qualche giorno fa in Inghilterra e che rappresenta il suo futuro, anche economico-professionale. «Già mentre ero nel Pacifico mi sono detto: di qualcosa dovrò pur vivere quando torno – racconta il giovane aprichese – e i voli turistici in mongolfiera potrebbero essere un’attività. Così ho fatto parecchie ore di volo per prendere il brevetto e ora mi butto in questa nuova avventura».
Mercoledì l’illuminata mongolfiera di Alex – che ancora non ha un nome, ma chissà che l’atleta non voglia darglielo, come per la sua imbarcazione “Rosa di Atacama” in vendita su E-bay – ha fatto un vero e proprio show per il pubblico assiepato, fra il fuoco che divampava dall’involucro e la suggestiva ascensione sul serpentone di pelli di foca. Bellini dice che è pure facile manovrare la mongolfiera, meno invece assecondare la direzione del vento. Anche se di vento – con tutti quelli spirati in mare – Alex se ne intende di certo. «Nel volo trovi affinità con la barca a remi – aggiunge -, si torna in armonia con l’elemento naturale. Poi è un mezzo di trasporto ecocompatibile. Per l’individuazione della direzione del vento utilizzerò dei palloncini biodegradabili allo scopo di non inquinare, come ho sempre fatto anche nel Pacifico e nell’Atlantico». Un’idea – quella della mongolfiera – che Alex dice essergli venuta così «per caso», dopo la bella esperienza in volo fatta con la moglie Francesca prima di partire per il Pacifico e che ora potrebbe diventare la sua professione (la mongolfiera farà la spola fra la Valtellina e la provincia di Verona per proporre voli turistici), anche se Alex – inquieto di natura e alla ricerca di una continua sfida con se stesso – non esclude che, in futuro, proprio questo grande pallone possa riservare altre sorprese.
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