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Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi

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Vecchio 07-01-13, 08:10   #1
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Predefinito "Quante risate si fa quando si ride"

«La libertà non è uno spazio libero, la libertà è partecipazione. Sono libero come un uomo…». E ancora: «Uomo e donna sono destinati a diventare uguali. C’è stato un avvicinamento del modo di vivere per raggiungere la parità, ma all’inizio di tutto c’è una donna… mentre gli uomini si occupano del potere sulle cose, le donne si occupano del potere sulle persone…». Frammenti di pensieri, parole, racconti dell’indimenticato Giorgio Gaber attraverso la voce di un giovane ed eclettico artista: Giacomo Occhi (il cognome tradisce un’origine bormina) che mercoledì sera al centro direzionale di Aprica ha, ancora una volta, stupito. Già a Bormio e a Ponte la scorsa estate in veste di attore aveva raccolto il favore del pubblico, anche ad Aprica la platea (composta unicamente da turisti, un peccato l’assenza degli aprichesi) ha applaudito a scena aperta la performance di Occhi – attore, cantante e circense milanese – nel suo omaggio al Signor G. Occhi lo ha fatto alternando monologhi e canzoni, accompagnato alla tastiera da Bruna Di Virgilio, toccando diversi temi, passando con agio dal sorriso («Oh quante risate si fa quando si ride») al pianto, dalla riflessione alla garbata “depressione”. Si confrontano due figli: quello (ricco) che gioca a tombola con i fagioli e quello (povero) che segna i fagioli con i numeri per non perderli. Si parla della paura dell’altro su una strada di notte, si teme che dietro il mazzo di fiori nasconda un coltello e l’unica cosa cui non si pensa è che sia semplicemente una persona come te. E si parla e si canta d’amore: «Per avere una storia d’amore bisogna essere capaci di scrostare – dice Occhi – quella vernice indelebile con cui abbiamo dipinto i nostri sentimenti». E se l’amore finisce, noi non finiamo. «C’è una fine per tutto e non è detto che sia sempre la morte». E ancora in primo piano la famiglia, gli italiani e la loro italianità (esilarante la scena delle elezioni con l’italiano che, alla fine, si porta a casa la matita con cui ha votato, talmente è bella temperata). Occhi cammina fra il pubblico e gioca con lui al suon di “Torpedo blu” per chiudere lo spettacolo con alcune delle canzoni più famose di Gaber che, a questo punto, anche i turisti non riescono a fare a meno di cantare fra “Porta Romana” e “Barbera e champagne”. A dieci anni esatti dalla morte (Gaber si è spento il 1° gennaio del 2002), quello di Occhi non poteva che essere un ricordo più bello del suo teatro-canzone.
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