Incrocio di Stazzona sotto accusa
«Mi è andata ancora bene, perché dietro di me ho visto le croci e i fiori che ricordano che, in questo punto, ha perso la vita». Il commento a caldo della signora di Madonna di Tirano, coinvolta lunedì pomeriggio nell’incidente all’intersezione fra la strada provinciale di Stazzona e la statale 39 del passo di Aprica, riaccende i riflettori sulla pericolosità di questo incrocio. In causa lo stop non sempre rispettato dagli automobilisti e, secondo alcuni, non chiaramente segnalato, oltre ad un muro – quello sulla statale – che impedisce una chiara visibilità a chi è fermo allo stop e, prima di imboccare la statale, deve accertarsi che non arrivino veicoli in direzione Aprica-Tresenda.
In questo punto in cui le due strade si incontrano – la sp. 25 di Musciano per l’esattezza e la ss. 39 – diversi gli incidenti che si sono verificati negli anni, due dei quali mortali. Da qui l’ipotesi ventilata dal sindaco di Villa di Tirano di diminuire la pericolosità con una maggiore segnalazione dello stop e dell’incrocio. Quanto al muro, molto contestato da anni, c’è poco da fare per il sindaco. L’argomento era finito oggetti di un’accesa discussione anche in un passato consiglio comunale sia per la pericolosità del muro sia per l’estetica (il cemento bianco è stato successivamente nascosto da un rivestimento in sasso).
«Quando Anas aveva realizzato il muro, il Comune aveva protestato segnalando la scarsa visibilità che lo stesso causava – spiega Giacomo Tognini -. Era seguito un sopralluogo fra il Comune di Villa di Tirano Anas la quale, però, ci ha risposto che il muro rispetta le normative e che non si sarebbe potuto disporre, in alternativa, un guard rail perché durante la rimozione della neve con i mezzi ci sarebbero stati scivolamenti di neve nella strada sottostante, cioè la provinciale di Stazzona. Queste sono le due motivazione che l’Azienda Strada ci aveva portato. Unica miglioria che siamo riusciti ad ottenere è l’abbassamento del muro in una parte».
Detto questo il sindaco, per onestà, precisa che dopo la realizzazione del muro un solo incidente mortale si è verificato e da quattro anni a questa parte non sono capitati più incidenti. «Non nascondo però che una certa difficoltà ci sia quando dalla provinciale bisogna immettersi sulla statale – prosegue Tognini che, questa strada, la percorre frequentemente per andare a trovare i nipotini ad Aprica -. Un miglioramento che mi verrebbe in mente di suggerire a questo punto è l’installazione di una segnaletica più d’impatto nei confronti dell’automobilista. Sulla statale 39 sono stati installati recentemente diversi segnali luminosi ad indicare, in alcuni casi, anche curve non particolarmente significative o pericolose. Si potrebbe proporre alla Provincia di Sondrio (titolare della strada di Stazzona) di mettere indicazioni, anche luminose, più evidenti a chi da Stazzona sale verso la statale, avvertendo dell’incrocio pericoloso e dello stop».
Attualmente cartelli che indicano l’incrocio ci sono, ma un maggior avvertimento non guasterebbe. Invece la scritta stop sull’asfalto è ormai consumata dal passaggio dei veicoli.
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