I testimonial d’eccezione sono cinque: Giotto, Dante Alighieri, Leonardo Da Vinci, Giuseppe Verdi, Federico Fellini. Alla Camera e al Senato non approderanno mai, ma potrebbero arrivarci le loro idee e il loro spirito. “Se non puoi scegliere il candidato, scegli le sue idee”, insomma. E’ questo il motto delle Primarie della cultura, la consultazione online promossa dal Fai (Fondo ambiente italiano) dal 7 al 28 gennaio grazie alla quale tutti i cittadini sono invitati ad esprimere il proprio voto su 15 importanti temi relativi a cultura, paesaggio, ambiente. Le cinque idee più votate su
www.primariedellacultura.it saranno presentate ai candidati delle prossime elezioni perché se ne facciano carico. L’attuale legge elettorale, tutti sappiamo, non permette ai cittadini di scegliere i parlamentari. Perciò il Fai ha deciso di sostenere questa iniziativa che prova a ridare voce agli elettori, mettendo a disposizione la possibilità di individuare idee e proposte concrete che i candidati possano fare proprie.
A disposizione dei votanti ci sono 15 temi selezionati, lunghi lo spazio di un tweet: dalla destinazione di una quota minima del denaro pubblico per la cultura, alle politiche per lo sviluppo del turismo, alla revisione delle norme che regolano il consumo di suolo, a misure che fermino lo svuotamento dei centri storici, all'aumento di ore di storia dell’arte nei programmi scolastici, ai piani triennali certi per i finanziamenti della cultura fino al sostegno per l'artigianato di qualità, agevolazione delle start-up nel settore.
«Manderemo ai nostri associati una mail con l’invito a votare che estendiamo a tutti i cittadini della provincia – spiega Emilia Balgera, capo delegazione Fai di Sondrio -. E’ importante che la partecipazione popolare sia fitta. Più siamo, più l’iniziativa potrà avere una certa influenza. Ci sembra un buon modo questo per segnalare ai nostri governanti, che finora per la cultura hanno fatto pochissimo, quali sono le priorità». Il Fai di Sondrio, per aiutare il cittadino a divincolarsi fra i 15 temi, fornisce anche un suggerimento sui quelli che meritano di essere maggiormente sostenuti: ovvero i numeri 1, 3, 6 (ogni votante può esprimere fino a 3 voti). Il primo è quello ad ora più cliccato sul sito ovvero “Quota minima dell’1 per cento dei soldi pubblici per la cultura”, che prevede un aumento degli stanziamenti pubblici al mantenimento del patrimonio storico e artistico ed alle attività culturali in linea con quanto avviene nei maggiori Paesi europei per favorire il conseguente turismo culturale che ne deriva. L’industria culturale italiana, infatti, ha superato i 68 miliardi di euro, pari al 4,9 per cento del valore aggiunto prodotto complessivamente dalla nostra economia (2010) ed il suo contributo al Pil è oggi stimato al 4,5 per cento. Nel 2010 era quasi il 7 per cento. Gli occupanti nelle attività culturali sono 585mila. A fronte di questo gli stanziamenti per i beni culturali in Italia sono solo lo 0,19 per cento contro l’1 circa della Francia e l’1,20 dell’Inghilterra. Altro punto interessante il 3: “Io non dissesto: piani certi per la sicurezza del territorio”. Per contrastare i disastri ambientali serve una strategia nazionale contro il dissesto idrogeologico per mettere in sicurezza i territori. La tutela dei territori ha bisogno di misure che favoriscano la valorizzazione dei paesaggi agricoli e della loro vocazione produttiva efficace anche contro rischi idrogeologici. Infine punto n. 6: “Agri-cultura: più lavoro e benessere a km 0”. Se smettessimo di importare prodotti alimentari dall’estero, l’Italia avrebbe una capacità di sopravvivenza di soli tre mesi. Ecco che servono incentivi all’agricoltura come fonte di cibo, lavoro, cura del paesaggio e territorio con criteri innovativi sviluppando l’agricoltura a chilometro zero.