Restauro dell'arte contemporanea: è possibile?
Alcantino di Tirano incontra il restauro venerdì 6 giugno (alle 20,30). Nella galleria dell’artista Valerio Righini si terrà il secondo incontro del quinto ciclo con ospite Antonio Rava, torinese laureato in architettura al Politecnico di Torino e diplomato restauratore alll’Istituto Centrale per il restauro di Roma. Il tema trattato sarà quello dei problemi di restauro dell’arte contemporanea. In Teoria generale del restauro Cesare Brandi sostiene «il restauro deve mirare al ristabilimento dell’unità potenziale dell’opera d’arte purché ciò sia possibile senza commettere un falso artistico o un falso storico, e senza cancellare ogni traccia del passaggio dell’opera nel tempo». Nell’arte contemporanea, sono gli stessi materiali a essere espressione della soggettività artistica e il restauro non deve in alcun modo annientare l’opera nella sua esistenza fisica e spirituale. «Riguardo la concezione del restauro delle proprie opere – anticipa Rava - vari artisti contemporanei esprimono opinioni nettamente contrastanti, quasi due scuole di pensiero; quella secondo cui l'opera d'arte contemporanea, se danneggiata, non andrebbe restaurata, e l'altra secondo cui l'opera va restaurata comunque e sempre». Antonio Rava ha affrontato il tema del restauro del contemporaneo dal 1979 alla New York University, Department of Conservation, con una borsa di studio Fullbright, e da allora lavora e ricerca per le istituzioni italiane e straniere preposte alla conservazione approfondendo il tema in collaborazione con Istituti Universitari di diverse discipline. Da diversi anni è docente di Restauro e Storie tecniche all’Accademia Albertina, al DAMS, al corso di Scienze dei beni culturali dell’Università e alla facoltà di Architettura del Politecnico di Torino.
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