Scambi giovanili: un'opportunità da sfruttare
«Per noi valtellinesi è difficile uscire dalla nostra mentalità e predisporre l’animo a un nuovo tipo di esperienza lontano dalla propria terra; ma poi quando la si intraprende è bellissimo conoscere nuove persone, nuove lingue, culture e modi di pensare». Parla Arianna Urbani, 20 anni di Valdidentro, che per il terzo anno ha partecipato agli scambi giovanili del Lions Club.
L’attività degli scambi giovanili è una delle più importanti, nell’ambito del Lions Club, perché è svolta a livello internazionale, coinvolgendo quasi tutte le nazioni del mondo in cui è presente l’associazione, nei cinque continenti. Lo scopo principale è quello di creare e stimolare uno spirito di comprensione tra tutti i popoli del mondo, cominciando a far incontrare i più giovani, perché crescano senza pregiudizi e con un’apertura mentale capace di considerare gli altri come un’occasione d’incontro, che porta arricchimento reciproco e non semplicemente dei “diversi”.
Arianna, ragazza decisa e socievole, studente di Mediazione linguistica alla facoltà di Giurisprudenza a Como, è stata il primo anno in Svezia, il secondo in Giappone e dall’8 al 29 luglio scorso in Belgio. «E’ stata un’esperienza formativa – ha raccontato Arianna nel corso dell’assemblea dei soci tenutasi alla tenuta La Gatta di Bianzone -. Il Belgio è più vicino alla nostra sensibilità, mentre in Giappone è stato fantastico perché la cultura è molto diversa dalla nostra. Ho partecipato per due settimane ad un campo, mentre per una settimana sono stata in famiglia. Nel campo eravamo 21 ragazzi di nazionalità diverse. Solo tre gli italiani: una ragazza veneta, un pugliese ed io e già fra di noi si notavano stili di vita diversa, anche soltanto nei cibi. Nel campo svolgevamo attività sportive come canottaggio, kayak, arrampicata sugli alberi. Sono stata impossibilità a fare attività per via di un problema alla schiena, ma ho aiutato e collaborato, d’altra parte il significato è quello di conoscersi e aiutarsi reciprocamente. È un’esperienza che consiglierei ad altri ragazzi valtellinesi, soprattutto quella al campo. Non bisogna prenderla comunque come una vacanza, perché ci vuole impegno, anche nella lingua ufficiale l’inglese, con cui bisogna sforzarsi di esprimere».
Arianna è pronta a ripartire il prossimo anno per l’ultima volta (i campi sono rivolti ai ragazzi fra i 17 e i 21 anni). Le piacerebbe andare in Australia o in Olanda, inoltre le è stato proposto di collaborare ad un campo organizzato dal Lions della Bielorussia, mentre a novembre andrà in Danimarca da due ragazze conosciute in campo.
Oltre ad Arianna, anche Marta Bracchi è stata in Olanda, mentre ci sono famiglie valtellinesi che hanno ospitato ragazzi stranieri: quelle di Cristina Testini, Cesare Dell’Oca e Roberto Capitani.
I partecipanti agli scambi giovanili, che si svolgono nel mese di luglio, devono essere sponsorizzati da un Lions, avere una conoscenza della lingua inglese, essere idonei a rappresentare il proprio Paese, essere disposti ad accettare usi e costumi di un’altra cultura, saper vivere in gruppo, avere capacità di adattamento. A nessun candidato può essere assicurata la partenza o una specifica destinazione.
La domanda può essere fatta attraverso uno dei sei Club Lions esistenti in provincia.
|