Festa par i sciori: erano in 2mila
Repetita iuvant, dice la locuzione latina. E’ il caso di Aprica dove giovedì sera si è tenuta, per organizzazione delle famiglie della contrada di S. Pietro e il coordinamento di Bruno Corvi, la “Festa per i sciori”. Arrivata alla settima edizione, non si può dire che la festa dell’ospite abbia perso smalto. Tutt’altro. Oltre duemila le persone che hanno invaso la contrada e, aspetto nuovo, tantissimi italiani (in passato erano i turisti stranieri in soggiorno ad Aprica), valtellinesi e camuni, a spasso per le viuzze di quella che una volta era la via dove si trovava l’ospizio che ospitava il viandante e che oggi è divenuto, mantenendo inalterata la radice del nome, l’ospite. Numerose le postazioni dislocate in via Tonale e nella parte alta della contrada, dove la gente del posto ha ricreato ambienti e, soprattutto, profumi e sapori. Dai vecchi luoghi di residenza e di lavoro usciva il calore, mentre per le strade sciatori con l’attrezzatura di una volta camminavano. Presi letteralmente d’assalto i punti gastronomici in cui sono stati offerti - giusto per citarne alcuni - succo di mela, zabaglione, marmellata di mirtilli e il pane coi fichi, zuppa di pane e vino, polenta taragna, zucchero candito, patate lessate con la pelle, salsicce, slinzega, frittelle di mela, vin brulé, grappino con caffé. Novità dell’edizione 2012 lo stand la degustazione dei pizzoccheri, la distillazione della grappa e il formaggio fuso sul segale.
|