Un acquedotto irriguo per i "privati"
Un acquedotto rurale allo scopo di integrare e completare l’irrigazione delle aree – in tutto 50 ettari - che, secondarie per importanza nella produzione agricola, ma del tutto importanti per la qualità del paesaggio e per l’integrazione del reddito famigliare, non risultano essere servite dal pluvirriguo “Sponda Soliva”: a questo progetto (240mila euro di costo, di cui 120mila euro di contributo regionale e 120mila euro con mutuo), sta lavorando il Comune di Bianzone. «Abbiamo considerato le aree che non vedono la presenza di coltivazioni specializzate di dimensioni tali da rendere giustificato l’allacciamento alla struttura di valle – spiega l’amministrazione comunale -. Non per questo però si può dire che siano meno bisognosi di acqua gli orti, i giardini, i piccoli frutteti, i piccoli appezzamenti a coltivazioni erbacee che a volte hanno pari o maggiore fabbisogno idrico delle coltivazioni specializzate. Considerata la variabilità delle coltivazioni si è proceduto al dimensionamento delle opere per soddisfare le colture con le esigenze idriche maggiori, ma anche in vista dei possibili cambiamenti negli investimenti colturali che sui tali terreni potrebbero avvenire in futuro. Verrà considerato quindi quale parametro di riferimento il fabbisogno idrico di orti e giardini». L’irrigazione proposta sarà svincolata da una rigida turnazione in quanto, da un lato tali aree sono gestite direttamente a livello di singola famiglia, dall’altro, il quantitativo di acqua reso disponibile ai terreni con l’impianto in oggetto, risulta essere sufficiente a garantire la possibilità di soddisfare le esigenze del complesso delle superfici. Ciò pur tenendo conto che i momenti di maggior richiesta potranno essere concentrati nelle prime ore del mattino e nelle ore serali. Stabilito un fabbisogno idrico giornaliero delle colture di 4 litri per mq/d., considerato che gli impianti di distribuzione possano essere mantenuti in funzione per 14 ore giornaliere, la portata necessaria per soddisfare il fabbisogno idrico della colture per la totalità delle superfici considerate si attesta attorno ai 40 litri al secondo. Il Comune è concessionario di una derivazione idroelettrica in fase di realizzazione, la portata media di concessione è pari a 75 l/sec., la centralina per la produzione dell’energia è posta in località Piere, al vertice del conoide di deiezione e in tal punto è prevista la restituzione dell’acqua in alveo, si capisce come sia di estremo interesse la realizzazione un’opera che consenta il recupero di una parte dell’acqua turbinata ed il suo trasferimento fino alle aree interessate per un utilizzo a fini irrigui. Si ipotizza il prelievo, l’adduzione e la distribuzione fino ai pozzetti di presa a cui possono essere allacciate le singole utenze, di un volume d’acqua pari a 40 lt/sec. ampiamente disponibile nel punto di restituzione in alveo dalla centralina idroelettrica.
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