La vacanza di studio ... senza valigie
“Lingue senza frontiere”, il progetto dell’associazione culturale e di volontariato che opera in tutta Italia, è approdato in Valtellina e coinvolge quasi 100 bambini in un “English summer camp” di due settimane con lezioni speciali da mattina a pomeriggio: una sorta di viaggio studio ma senza le “valigie”, visto che a Tirano pare di essere nel Regno Unito. L’unica regola è: parlare inglese o, per lo meno, cercare di farlo gradualmente, visto che gli insegnanti sono tutti madrelingua e non capiscano la lingua italiana. E’ l’iniziativa partita lunedì e che si protrarrà fino a venerdì 23 luglio a Tirano nella scuola primaria Marinoni di Madonna, divenuta per l’occasione una sorta di scuola con approccio per così dire anglosassone all’apprendimento: tanti giochi, attività di gruppo, canti, balli, lavori alla lavagna e individualizzati improntati sull’allegria, movimento del corpo e gestualità come se si fosse a teatro. E i bambini – per l’esattezza 94 dalla seconda alla quinta elementare, quindi dagli 8 agli 11 anni – mostrano di apprezzare. «L’idea è partita in primavera quando abbiamo contattato le famiglie e chiesto loro se erano interessate – spiega Vilma Tognini, referente del progetto per il circolo didattico di Tirano che ha messo a disposizione degli spazi -. C’è stata una buona risposta e credo che i genitori saranno contenti del lavoro che si sta facendo. Si parte alle 9 fino alle 16.30 con attività diverse: all’inizio tutti insieme in giardino o palestra intonano il “benvenuto” dopodiché divisi per gruppi di età lavorano in modo diverso dalla coloritura a giochi didattici e di movimento e filastrocche con le rime». “Lingue senza frontiere” infatti ha, come suo primario obiettivo, la promozione ed il potenziamento dell'insegnamento della lingua inglese (ma anche francese) attraverso una serie di progetti organizzati, attività coinvolgenti e didatticamente gratificanti, realizzati da personale qualificato e realmente madrelingua, per mettere gli studenti in diretto contatto con la lingua ed i suoi registri espressivi. Questi progetti ed attività, prodotti in sintonia con le recenti teorie psicolinguistiche e glottodidattiche, sono supportati da un impianto metodologico, di tipo ludico-partecipativo-colloquiale, innovativo ed efficace. Insomma una full immersion, «ma i bambini non si accorgono neppure di essere a scuola e del tempo che passa talmente sono coinvolti – aggiunge Tognini -. Anche a pranzo si fermano alla mensa del Giardino d’Infanzia dove ad un prezzo simbolico di 5 euro mangiano con i loro insegnanti (per le famiglie il costo del camp, invece, è di 285 euro). Il primo giorno molti bambini mi hanno detto che era difficile capire, ma ho visto che ora cercano di comunicare. Credo che questa proposta sia utile molto utile anche ad integrazione rispetto a quello che si fa a scuola durante l’anno scolastico».
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