Cava del Ranče ancora ferma
Aveva tanto fatto discutere lo scorso anno la decisione, contenuta nel piano cave provinciale, di consentire che sette ettari di terreno attualmente coltivati a prato o a mais nellarea del Ranče Bianzone (lungo lAdda) venissero utilizzati per farne una cava di sabbia e ghiaia. E battagliero si č dimostrato con molte iniziative il Comitato per la tutela e la valorizzazione del territorio agricolo del piano di Bianzone. Ma ora cosa sta succedendo?
E stato inviato ai suoi sostenitori con laugurio di un buon anno il resoconto del comitato per la valorizzazione dellarea del Ranée a Bianzone. La cava, tanto discussa, ancora non č stata realizzata.
«I cavatori non hanno potuto iniziare lattivitą estrattiva fa sapere il comitato - ma il pericolo non č scongiurato, perché ancora la Provincia non ha intrapreso alcun atto per stralciare il Ranče dal piano cave provinciale. Il presidente del comitato non si č risparmiato, č sempre sul tema e non si lascia scappare nessuna occasione per far conoscere la problematica e nessun personaggio pubblico o candidato ad esserlo mette piede in Valtellina senza tornarsene ai suoi uffici carico di documentazione sul problema Ranče».
Per fare il bilancio dellanno, il comitato ricorda i punti salienti dellattivitą cominciando dalla Carovana della Legalitą lo scorso aprile che ha visto la partecipazione di persone motivate da tutta la Regione.
Č stata presentata istanza in Comune perché, in sede di redazione del Pgt, lintero comparto del piano di Bianzone sia classificato come ambito agricolo strategico e quindi sia stralciata definitivamente la previsione di insediamento della cava. Infine il comitato ha richiesto al presidente della Provincia, Massimo Sertori, «nella sua qualitą di rappresentante di un ente che riteniamo vicino alle istanze dei cittadini dice - e che deve avere come scopo la tutela del bene pubblico, di convocarci insieme a quanti hanno sottoscritto le ragioni del comitato. Attendiamo ancora una risposta».
Questa la tesi del comitato: i terreni del piano di Bianzone costituiscono un territorio agricolo omogeneo per caratteristiche ambientali e per problematiche di sviluppo rurale. Si tratta di una zona di coltivazioni prative e di mais inframmezzate a piccoli boschi, con corsi dacqua, estesa per circa 100 ettari, del tutto integra dal punto vista ambientale, in particolare mai interessata fino ad ora da progetti di escavazione. E si vuole che sia cosģ ancora per il futuro.
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