Richiesta per il centro storico di Tirano
Non vuole che sia visto come un «appesantimento burocratico», ma anzi come un’opportunità in più di tutela del patrimonio storico o rurale della cittadina e un’operazione di marketing per Tirano. In questi termini il vicesindaco e assessore all’Urbanistica del Comune di Tirano, Martino Della Vedova, vede la richiesta che l’amministrazione ha presentato da poco un Regione: il riconoscimento del centro storico di Tirano quale area di notevole di interesse pubblico. E con centro storico si intende non solo quello tradizionalmente individuato (zona della chiesa di San Martino per intendersi), ma anche quello ampliato in seguito all’approvazione del Piano del governo del territorio, compresa l’edilizia storica vincolata sparsa per Tirano, gli edifici presenti nel catasto del 1800, i fabbricati rurali tipici degli alpeggi, la Mottana come archeologia industriale e tutto quello che è inserito nel perimetro delle mura sforzesche.
La proposta, redatta da Dario Bedetti che aveva curato il pgt, è stata presentata al Pirellone, dove sarà convocata una commissione di valutazione che analizzerà l’interesse pubblico e valuterà se concedere il riconoscimento di area di alto interesse pubblico. «L’iniziativa ha certamente un valore importante per Tirano – commenta Della Vedova -, dove esistono già palazzi storici tutelati, ma ci sono complessi di architettura popolare, tradizionale contadina, di archeologia industriale, liberty che andrebbero inseriti in un regime di tutela. I cittadini hanno raggiunto una certa maturazione culturale, ma laddove si danno prescrizioni - tetto in pioda, serramenti in legno, ballatoi secondo caratteristiche tradizionali - vorremmo che fossero rispettate. A volte succede che viene comminata una sanzione. Il nostro è uno dei borghi più belli e antichi della Valtellina e vorremmo tutelarlo». Con questo provvedimento oltre a produrre un effetto di marketing territoriale (simile a quello ottenuto con il riconoscimento Unesco), secondo il vicesindaco il Comune si doterà di una strumento per evitare abusi o il mancato rispetto delle prescrizioni. «Non cambia nulla in caso di ristrutturazioni rispetto a prima, perché nel centro storico ci sono già delle indicazioni su come operare – prosegue Della Vedova -, ma se la sanzione in caso di mancato rispetto ora è amministrativa, con questo nuovo passo a livello di tutela scatterebbe il procedimento penale per abuso ambientale.
«La procedura dura 18 mesi, inizia con la riunione della commissione. Se viene concesso il riconoscimento, allora ci saranno le pubblicazioni, si potranno fare osservazioni e se dovesse esserci il decreto lo comunicheremo alla città», conclude.
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