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Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi

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Vecchio 04-02-13, 08:13   #1
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Predefinito "Dietro le quinte" della Madonna del sottotetto

Il buon livello della bottega si desume dall’espressività del viso e dai dettagli di moda. La Madonna ha la testa lievemente reclinata verso la spalla sinistra, come mostra la bellissima foto di Massimo Mandelli, il volto e lo sguardo indirizzati verso l’alto. Il pallido incarnato enfatizza l’espressione dolorosa del volto smagrito, segnato da lievi sopracciglia, da grandi occhi spalancati, da un naso lungo e sottile e da labbra appena dischiuse. I tendini e i muscoli del collo, contratti, esprimono a loro volta tensione e tormento. Le pupille sono di vetro, un unicum fra i manichini lignei da vestire del territorio, tutti dotati di occhi in legno dipinto.
Un’espressività toccante quella espressa dalla “statua vestita” Madonna Addolorata, rinvenuta casualmente nel sottotetto del museo civico di Bormio dove giaceva nascosta da tempo immemorabile. La statua, che dunque è un tassello in più nella ricerca e scoperta delle Madonne vestite della provincia di Sondrio (iniziata, qualche anno fa, dalla storica Francesca Bormetti), è stata dunque un fortunato regalo di compleanno per i 50 anni dell’attivo museo bormino. Nell’agosto scorso, nella storica sede di palazzo De Simoni, è stata inaugurata una mostra con cui si è inteso far conoscere questo importante ritrovamento.
Dietro le quinte della mostra
Ora una nuova iniziativa volta a diffondere la conoscenza di questo interessante fenomeno, inizialmente indagato – si ricorderà – con la mostra “In confidenza col sacro” che ha attirato l’attenzione dei media di tutta Italia nelle sedi sondriesi. Martedì 5 febbraio ci sarà il racconto del “dietro le quinte” dell’allestimento del museo bormino e lo si farà al Museo valtellinese di storia e arte di Sondrio. Ad organizzare la conferenza “La Madonna del sottotetto” l’associazione Amici del Museo di Sondrio alle 16.
Al momento del ritrovamento l’opera era sporca e necessitava di un restauro. Grazie al sostegno del Rotary Club Bormio, la scultura lignea è stata affidata alle sapienti mani del restauratore Aldo Broggi di Morbegno, mentre l’abito sarà oggetto di un prossimo intervento. L’abito era ancora a brandelli e sporco, per la lunga permanenza nel sottotetto dove la statua è stata trovata. Chissà, magari l'anno prossimo verrà esposta la statua nuovamente rivestita con il suo abito verde.
Scorcio di storia
Il direttore del Museo, Manuela Gasperi, illustrerà il dietro le quinte dell’iniziativa espositiva: dall’ideazione allo studio, dall’allestimento alla progettazione di specifiche attività didattiche, non senza un cenno più generale alle prospettive di sviluppo di una realtà museale, quella bormina, tra le più visitate della provincia. La testimonianza artistica rappresenta uno «scorcio della nostra storia – scriveva Gasperi nel catalogo -, che profuma di una profonda devozione religiosa, di un radicato senso di appartenenza alla comunità, della centralità di un credo nella vita quotidiana che diventa festa e condivisione; ci racconta pertanto di un attaccamento a tradizioni e valori che il trascorrere degli anni ha via via sbiadito. Questa statua diventa il simbolo dei tanti aspetti di un passato più o meno lontano ancora sconosciuti, facenti parte di un mondo sommerso che rischia di perdersi nel tempo e nella memoria dei più anziani».
Il ruolo del museo
Per contenere il più possibile tale eventualità, non bisogna dimenticare l’importante opera di acquisizione, recupero e conservazione di manufatti; ed è proprio nell’ambito dell’oneroso lavoro di inventariazione e catalogazione dei beni del nostro Museo, sostenuto dal sistema museale della Provincia di Sondrio, che è stata ritrovata la statua vestita che, «da simulacro nascosto da assi e materiale inerte – prosegue -, si è riappropriata non solo dei propri abiti ma soprattutto della propria anima rivelando il lavoro, il credo, la quotidianità, i valori cardine di una intera comunità».
Infine ancora qualche curiosità sulla statua, chiamata Madonna Addolorata, perché senz’altro per qualche tempo lo è stata, vista la ferita al cuore dove veniva infilato lo spadino, suo tradizionale attributo «Il bustino è come quello che indossavano le donne vere - racconta Bormetti -: molto scollato, stretto in vita e a punta sul davanti, secondo una foggia che rimanda al gusto francese imperante a lungo in Lombardia, e non solo, dalla fine del Seicento e per gran parte del Settecento. Sotto si sviluppa una gonna arricciata appena accennata in lunghezza per consentire allo snodo dell’anca di poter essere movimentato. Le scarpe sono accollate, hanno la punta arrotondata e un tacco sagomato a rocchetto di colore rosso, tinta che, alla corte francese di Luigi XIV, era segno distintivo dei nobili che soli potevano portare i talons rouges». Deliziosi dettagli destinati a rimaner nascosti, perché la statua così non poteva essere esposta alla venerazione né tantomeno essere portata in processione.
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Nome: Madonna del sottotetto. Foto Massimo Mandelli.jpg‎
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