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Generale Il forum per discutere di tutto

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Vecchio 01-06-11, 11:18   #1
Lorenzo
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Predefinito Cosiderazioni Giro d'Italia 2011

Sul quotidiano "La provincia di Sondrio" di ieri (31 maggio) si leggeva questa analisi sul giro d'Italia in Valtellina da parte di Mario Cotelli.
Ve la propongo perchè è una interessante considerazione osservando il giro d'Italia non da un punto di vista sportivo ma pubblicitario.

Quella tappa del Giro d'Italia in "Trentino"
di Mario Cotelli

Trecentomila euro per avere una tappa del giro d’Italia in Valtellina. Trecentomila euro che gli enti pubblici provinciali spendono per avere un ritorno mediatico, soprattutto televisivo, per promuovere l’immagine della Valtellina in Italia e nel Mondo.Obiettivo ancora una volta mancato: infatti chi mercoledì ha assistito alla diretta della tappa è stato indotto a ritenere che Tirano non è in Valtellina, ma in Trentino.Infatti sin dall’Aprica e fino al traguardo di Tirano le riprese televisive che inquadravano i corridori, trasmettevano anche striscioni e tabelloni, con fondo azzurro e la scritta –Trentino- in bianco,posti ai lati del percorso, finanche sul rettilineo di arrivo.Scritta –Trentino- che campeggiava anche nel fondale delle interviste in diretta raccolte nel dopo arrivo. Di contro nessuna ripresa di un tabellone –Valtellina- , nessuna scritta Valtellina.Il solito pasticcio all’italiana.
Gli organizzatori del giro si fanno lautamente pagare dalle sedi di tappa e di partenza garantendo durante le lunghe riprese televisive un forte ritorno mediatico al territorio e poi durante le riprese televisive non passano messaggi di chi ha pagato, in questo caso Valtellina, ma quelli di territori concorrenti, in questo caso il Trentino, sponsor di tutto il Giro d’Italia.
Chiedevo un giorno a Dan Peterson perché in America, culla della pubblicità e promozione, le squadre Nba di basket e quelle di football e di baseball, a differenza dell’Italia, non siano sponsorizzate.
< Per non creare confusione nel consumatore finale e soprattutto per non comunicare messaggi concorrenti. Se una squadra fosse sponsorizzata ad esempio dalla Ford, le televisioni, che pagano fior di diritti per le dirette, non potrebbero vendere gli spot durante la partita ad aziende concorrenti come General Motors o Audi o altre auto>
Per questo nessuna sponsorizzazione, e nessuna limitazione alla catena televisiva per vendere gli sport a qualsivoglia azienda al fine di introitare quanto serve per pagare i diritti televisivi. In America è in vigore un codice deontologico che regola il mondo dello sport e della televisione. In Italia, invece, tutti fanno i furbi, con l’unico obiettivo di racimolare soldi da ogni parte disattendendo di garantire quanto promesso. Personalmente non sono mai stato favorevole a spendere soldi pubblici per avere una tappa del giro d’Italia. Ancor meno lo sono oggi dopo aver assistito alla pubblicità del –Trentino- sulle strade della Valtellina. Cornuti e mazziati. Per me sussistono gli estremi per non riconoscere agli organizzatori del giro quanto pattuito per avere una tappa in Trentino.Pardon in Valtellina.

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Ultima modifica di Lorenzo : 01-06-11 alle ore 11:20
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Vecchio 01-06-11, 11:39   #2
Maurizio
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Predefinito Cosiderazioni Giro d'Italia 2011

Questa è la risposta del Consorzio turistico provinciale.

Sono passati solo pochi giorni dalla chiusura di un “Giro d’Italia” sportivamente esaltante che ha visto un campione di livello assoluto come Alberto Contador candidarsi nell’Olimpo dei grandissimi del pedale.
Con ancora ben vivo il ricordo delle due tappe valtellinesi, con l’arrivo a Tirano il 25 maggio e la partenza da Morbegno il giorno successivo, ecco che rispuntano le solite sterili polemiche e chi si presta ad ospitarle senza pensare al lavoro altrui e all’immagine della valle.
Polemiche che ormai fanno parte della consuetudine, anche se per fortuna appaiono voci sempre più isolate, puntualmente oscurate dai sorrisi e dalla gioia dei tifosi che apprezzano la scelta di portare quasi ogni anno il Giro in provincia di Sondrio.
L’ultima in ordine di tempo è il consueto corsivo di Mario Cotelli che a due mesi di distanza dalle sue stesse dichiarazioni in cui plaudiva alla scelta del Comune di Sondrio (nella cui giunta siede la figlia) di “lasciare perdere il Giro” come del resto ha fatto, sempre secondo lo stesso Cotelli, “il Trentino che non investe più nel Giro d’Italia come evento promozionale”. Erano del tutto prive di fondamento le dichiarazioni di allora così come lo sono queste ultime.
Ecco che, viste le immagini televisive, il lucido commentatore ha notato al contrario che proprio il Trentino e il Tirolo sono presenti con i loro marchi sugli striscioni di arrivo del Giro. Apriti cielo. E la Valtellina dov’è? Dove sono gli striscioni della Valtellina lungo le strade italiane? Perché non ammiriamo il nostro marchio assieme a quelli dei vicini-concorrenti?
Trentino e Tirolo (oltre a quel che investono per avere la sede delle città di tappa) per quella visibilità mettono sul piatto di RCS un milione di euro, la Valtellina ha queste risorse? Ritiene siano un investimento?
Un po’ di chiarezza sulle cifre è poi il minimo per chi ormai da tempo si accolla il ruolo di “Demiurgo” e “Pontifex maximus” del turismo e del territorio valtellinese. Cotelli parla di 300.000 euro per avere una tappa del Giro in Valtellina. Pura disinformazione ai danni del lettore che crede ancora nella buona fede di chi scrive e di chi ospita talune affermazioni. Il chiarimento arriva dal Comitato Organizzatore e dal suo responsabile Pierluigi Negri. “Il costo delle tappe e non della tappa al singolare che la Valtellina - o meglio che la cordata dei diversi enti che sostengono l’iniziativa del Giro in Valtellina - versa direttamente alla società organizzatrice del’evento (RCS Sport) è di 180.000,00 euro e credo sia la cifra più bassa che qualsiasi comitato di tappa italiano versi per poter ospitare una tappa di arrivo e una tappa di partenza. Tutto questo si è reso possibile grazie alla serietà e agli ottimi rapporti instaurati con lo staff di RCS e della Rai oltre che ai buoni rapporti con il patron Angelo Zomegnan. Il costo totale dell’evento “Giro in Valtellina” per noi è di 250.000,00 euro se contempliamo tutte le altre iniziative promozionali e di comunicazione dentro i confini provinciali e lungo le tappe in Italia. La scelta di ospitare le due tappe è intuitiva e strategica per una terra come la nostra. Il ritorno infatti risiede nella possibilità di far pernottare (pagando direttamente alle strutture alberghiere) qualcosa come 3000 persone solo per la carovana a cui va aggiunto il possibile indotto di appassionati e visitatori. Secondo dati di RCS sul territorio complessivamente si genera un giro d’affari di almeno 200.000,00 euro a tappa”.
Taluni attenti osservatori dovrebbero avere - anche per ragioni professionali – minore pressapochismo nel giudicare il valore del denaro. Senza contare infine il valore promozionale dell’evento “Sei ore di diretta su Rai Tre e Raisport 1, un’ora e mezza su Radio Uno Rai, le immagini mandate in 168 paesi nel mondo, 8 pagine dedicate dalla Gazzetta dello Sport alle tappe valtellinesi (il giornale più letto in Italia) senza contare gli interventi in diretta su numerose radio nazionali durante le tappe e non solo Radio 105 radio ufficiale del Giro. Per non parlare di internet sono oltre 200.000 gli utenti unici che ogni giorno hanno seguito sul sito ufficiale del Giro l’andamento delle tappe, oltre 50.000 che hanno visto la gara in streaming video. Con orgoglio possiamo dire che di Valtellina si è parlato molto e fin dalla tappa dell’Etna grazie al gemellaggio fra la locale “Madonna della Neve” e la “Madonna del ciclista” sul nostro Gavia.
Se questo è un obiettivo mancato chiediamo a Cotelli e a coloro che lo sostengono, di darci per una volta la ricetta giusta, perché è facile scrivere dall’alto o da scranni sicuri ma le cose si costruiscono giorno per giorno e la realtà del “Giro d’Italia” per la Valtellina così come le nostre salite sono un potenziale elevatissimo che ancora ha margini di crescita. Solo un evento planetario come il Giro (tra i primi dieci eventi annuali al mondo per budget e importanza) è in grado di valorizzare l’immagine e il nome di cime come lo Stelvio,il Mortirolo o il Gavia.
“Ma di Valtellina si è parlato in più occasioni. Basta analizzare i dati e i numeri - continua Negri - non ci sono stati altri brand di territorio - in questo e nelle precedenti edizioni - che hanno ottenuto più di quello che ha ottenuto la Valtellina a parità di risorse investite. E’ stato fatto tutto il possibile per dare visibilità al territorio e lo possono ben testimoniare dal Consorzio Tutela Vini perché abbiamo parlato dei nostri prodotti in diretta nella trasmissione di Bartoletti. Siamo riusciti a ritagliare anche uno spazio dedicato alla solidarietà con la locale sezione della UILDM che ancor oggi ringrazia per le emozioni fatte provare ai ragazzi distrofici. Il Comitato Organizzatore ha creato più di una occasione per parlare di Valtellina e del suo territorio sia in Tv che alla radio e abbiamo cercato di rendere il Giro una festa anche per la gente”. Pierluigi Negri a nome del Comitato Organizzatore rivendica con orgoglio e con soddisfazione di aver saputo svolgere con impegno ed efficacia il compito e gli obiettivi degli Enti che hanno sostenuto le tappe del Giro in Valtellina, l’evento sportivo più importante in Italia. “In questi giorni Davide Cassani è a Bormio con una ventina di cicloturisti che si fanno una vacanza sulle nostre grandi salite e sicuramente vanno anche alle terme, ma sono in Valtellina per lo Stelvio, il Gavia e il Mortirolo e quindi grazie al Giro. Parliamo di quello che dobbiamo offrire ai turisti e non delle regole delle sponsorizzazioni nello sport americano che non ci competono e che non centrano nulla con la due giorni del Giro che abbiamo appena vissuto… se arriva la ricetta giusta dall’alto… ben venga nulla vieta che si possa condividere!”.

Valtellina Turismo

Maurizio
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Vecchio 02-06-11, 19:15   #3
wildambree
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Io non ho numeri e dati certi da analizzare e nemmeno sarei in grado di farlo.
Mi piacerebbe però sapere se anche i nostri da noi stipendiati amministratori lo sanno fare, visto il curriculum vitae di qualcuno...

Quindi mi limito a opinioni ovviamente personali basate su osservazioni e sensazioni di un appassionato sportivo, appassionato turista, appassionato della valle.

Cotelli, l'ho già detto su questo forum, è mal sopportato dagli amministratori per il suo modo un pò spocchioso di dire le cose, ma spesso mi trova d'accordo.
Vedi capitolo sci ed eventi mondiali a Bormio.

Ora il Giro d'Italia e la Valtellina sono un'associazione mentale che porta ai grandi passi, alle grandi montagne. Questo ha un senso, questo per me può essere un modo per far ricordare la Valtellina.
Una tappa con arrivo a Tirano o a Sondrio o a Chiavenna, senza il transito e il combattimento agonistico su almeno uno dei passi (Stelvio Gavia Mortirolo), ha poco seguito, poco richiamo.
Certo la carovana passa, i locali assistono.
In più non mi pare che l'edizione 2011 sia stata "sportivamente esaltante"...

Ora la risentita difesa degli addetti ai lavori adduce alcune motivazioni da discutere ed alcune di basso contenuto... il riferimento personale all'occupazione dei familiari... e soprattutto quella finale sui 20 turisti in giro con Davide Cassani sullo Stelvio...

Rimane che lo spettatore televisivo vede ciò che è inquadrato, per cui se legge Trentino memorizza Trentino, soprattutto se vede boschi, salite o cime.

O non vi è mai capitato che quando dite di essere della Valtellina (o anche di Sondrio) qualcuno vi chieda: Ah sì... in Veneto! A me anche... in Piemonte...! :-(
Ricordo quando almeno 15 anni fa, uno dei boss dello Sci Estivo allo Stelvio, rispose su una rivista di settore risentito per le accuse alla mancanza di qualità dell'offerta sci estivo allo Stelvio.
Rispondeva affermando che lo Stelvio era sede di allenamento delle squadre nazionali, quindi meta leader dello sci estivo.
Forse non era mai stato a vedere qual è l'offerta turistica dello sci estivo praticata dalle stazioni francesi.

Egregi amministratori, in tema ciclismo e turismo, frequentate un pò di più i nostri luoghi concorrenti, ma non seduti al Grand Hotel.
Poi tornate in valle. Andate sul Sentiero Valtellina come turisti.
Osserverete che sempre di più sono i cicloturisti stranieri che in alcuni tratti non sanno più dove andare. E non datevi la colpa tra C.M., perchè a loro, ai turisti, che importa è che sono in Valtellina, non nella C.M. di Tirano o in quella di Morbegno o in quella di Sondrio...

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Vecchio 05-06-11, 18:48   #4
Maurizio
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Da noi i politici distruggono gli imprenditori turistici, in altre realtà gli imprenditori turistici fanno i politici.

Maurizio
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Vecchio 06-06-11, 17:55   #5
Lorenzo
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Sull'analisi di Cotelli e sulla risposta di Valtellina Turismo non discuto
La parte che è emersa in questa situazione è che ci troviamo di fronte a 2 giri d'Italia(o meglio un giro d'Italia a due teste)
Uno quello dei tifosi, del colore, dello sport, degli appassionati di manifestazioni di questo genere mentre il secondo dei soldi, sponsor, visibilità, pubblicità.
Se si paga una manifestazione per pubblicizzare un prodotto e gli organizzatori propongono nel medesimo istante oltre al tuo messaggio pubblicitario quello di un tuo concorrente c'è qualcosa che non va.
Non ho mai visto in tutto il Giro una pubblicità sul Tour de France
Bisognerebbe provare a far salire la maglia rosa sul podio con sotto braccio il quotidiano "La Repubblica".

Visto la sitazione spero che il comitato organizzatore per il futuro passaggio prenda provvedimenti

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