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San Giovanni di Teglio
di Gianluigi Garbellini


Genere Guida storico artistica
Anno pubblicazione 2010
Numero pagine 95
Dimensioni 16x24 cm
Casa editrice tipografia Tecnostampa


«La comunità civile e religiosa di S. Giovanni non è, come potrebbe apparire superficialmente, una appendice dell’antica capitale della valle. Ad un esame accurato, anche di tipo sociologico, si percepiscono complessità e articolazioni territoriali originate da arcaiche specificità insediative, culturali e linguistiche». Inizia così l’intervento di monsignor Mario Simonelli (amministratore parrocchiale e legale rappresentante della parrocchia di S. Giovanni di Teglio) nel libro “San Giovanni di Teglio” edito in occasione della festa patronale promossa dagli Amis de San Giuan e che vede la collaborazione «di amicizia culturale» di numerosi esperti locali.

La presentazione del volumetto – 95 pagine edito nel giugno 2010 – è avvenuta nei giorni scorsi nel paesino sotto Teglio in cui un’intera comunità si è riunita per celebrare quello che a buona ragione può essere definito un dono, ovvero un testo con notizie inedite sulla scarsamente indagata ma vivissima comunità di S. Giovanni.

Augusta Corbellini, presidente della Società Storica Valtellinese, firma la presentazione del libro pregevole – secondo l’esperta - per tre motivi: «innanzitutto perché colma un vuoto. Teglio è stata molto indagata mentre le sue frazioni ancora necessitano. Poi perché il libro è curato da professionisti e specialisti e perché è rivolto alla gente». Don Mario traccia un excursus toponomastico, inserendo elementi provati scientificamente, una parte archeologica e un ricordo dei parroci che si sono succeduti, mentre Gianluigi Garbellini si occupa dell’aspetto artistico. Nella chiesetta di S. Giovanni, posta su un piccolo balcone proteso sulla valle, sono degni di nota i tesori conservati come le quattro tele fra cui una di Cesare Ligari, una di Giacomo Parravicini detto Gianolo ed una di Cesare da Sesto, la cancellata, la croce astile e l’ossario. Si evince la storia di un tempio antico dal perimetro irregolare, orientato ad est del solstizio d’estate (verso il sorgere del sole e verso la nascita di Gesù a oriente in Palestina), con beni di cui tutti dovrebbero prendere coscienza. 

Corredano il volumetto le foto scattate da Franca Valli di uno squisito gusto per l’inquadratura e il bello, mentre lo completano gli interventi di Claudia Garbellini su erbe officinali, riti e leggende particolarmente sentite nelle notte di S. Giovanni (ad esempio se vengono messe sotto il guanciale le “erbe di S. Giovanni” legate in mazzetto in numero di nove compreso l’iperico, si possono favorire sogni premonitori) e di Pierluigi Annibaldi sulla tecnica del buon fresco che ha dato un contributo con la sua ricerca pittorica.

 
 
Bibliografia
 
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