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Data Registrazione: 19-05-05
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L’intreccio fra arte e fede, fra musica e fede è esplicito nel suono dell’organo; ogni sfumatura, ogni fraseggio, articolazione e respiro percorrono i sensi come un flusso vitale; il cuore percepisce anche quello che le parole non sono in grado esprimere e quello che l’intelligenza non capisce. Così è stato domenica sera, al santuario di Maria Ausiliatrice di Aprica, alla serata inaugurale del primo corso residenziale di interpretazione e improvvisazione organistica. Proprio perché il corso non fosse solo una “questione privata” degli allievi che questa settimana seguiranno le lezioni suonando il pregiato organo della chiesa di Aprica, il Pontificio Istituto Ambrosiano di musica sacra e la parrocchia dei Ss. Pietro e Paolo hanno voluto una serata aperta al pubblico con il concerto di Alessandro La Ciacera, vincitore di diversi concorsi organistici nazionali, docente del Pontificio Istituto Ambrosiano e vice organista del Duomo di Milano.
«L’organo ha una matrice quasi esclusivamente italiana, eppure è stato lasciato in disparte», si è rammaricato il parroco, don Augusto Azzalini, che con tenacia e passione ogni anno propone un concerto per la comunità. Quello proposto da La Ciacera (docente del corso che si tiene ad Aprica, peraltro) è stato una climax emotiva e sonora resa possibile dalla bravura del maestro, ma anche dalle potenzialità dello strumento di Aprica, organo di tipo romantico e sinfonico. La Ciacera ha iniziato con un brano di Bach, in veste non di compositore ma di trascrittore. Bach ha, difatti, trascritto un movimento di un concerto concepito per un’orchestra d’archi, che l’organista ha proposto al pubblico – purtroppo esiguo, ma attento e appassionato – che ha potuto apprezzarlo all’ascolto ma anche osservare il musicista durante l’esecuzione, grazie alla proiezione sulla parete del santuario. I tre brani tratti dal Gloria di De Grigny hanno permesso di ascoltare tre diversi tipi di suono d’organo: prima quello con il classico timbro, forte e potente, poi un particolare registro suonato con la mano sinistra, più delicato; infine di nuovo la potenza dell’organo con l’utilizzo delle lance dello strumento. Con Boëly, compositore di stile bachiano nel quale si intravede qualcosa di Mendelssohn, ci si è allontanati dalla composizione prettamente liturgica per approdare ad una Fantasia e Fuga molto piacevole per finire con Duruflé, uno dei più grandi del Novecento francese, che ha scritto poco per organo, ma i brani scritti sono intensi dal punto di vista sia armonico sia virtuosistico. E, visto che La Ciacera è ad Aprica per il corso di interpretazione e improvvisazione, cosa meglio di una chiusura con l’improvvisazione su un tema dato dal pubblico? Ecco così riecheggiare nella chiesa mariana il tema dell’Ave Maria gregoriana. Potrebbe diventare un appuntamento annuale il corso residenziale di interpretazione e improvvisazione organistica, che si tiene questa settimana per la prima volta ad Aprica con repertorio del primo Romanticismo tedesco e della scuola francese dal ‘600 al ‘900. A sottolineare l’importanza dell’evento il segretario del Pontificio Istituto Ambrosiano di musica sacra, Giordano Monzio Campagna, che ha ricordato due date: 1931, l’anno di fondazione dell’Istituto che compie 80 anni, e il 1882 quando a Milano nasceva la prima scuola di musica sacra. «Il percorso di oggi ha queste radici – ha detto -, è l’espressione ringiovanita di un’iniziativa nata 130 anni fa». Don Felice Rainoldi, ex allievo dell’Istituto, musicista e musicologo, ha ricordato come l’organo debba essere tenuto in grande onore, perché il suono dà splendore alla chiesa e apre gli animi a Dio. «La Diocesi ha un ricco patrimonio di organi – ha affermato -. Questo tesoro assomma strumenti di varie epoche e case organarie, ma deve essere meglio valorizzato. Ora è iniziata una nuova pratica di rinnovo, per cui sono benedette iniziative che promuovono recuperi e riusi. È un fatto cultuale e culturale. Speriamo che continui la proposta del corso ad Aprica, che diventi di input esemplare». Un testo di musica sacra dice che gli organisti oltre ad aver adeguata perizia nell’usare lo strumento, devono conoscere intimamente lo spirito della liturgia. L’apice della perizia è la specializzazione intesa a vari livelli, quella che questa settimana sarà possibile ad Aprica con il corso tenuto dal maestro Alessandro La Ciacera. Il santuario rimarrà aperto durante la settimana e sarà musica per le orecchie l’ascolto “rubato” delle lezioni. |
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Località: Seregno
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In questo video un brano del concerto della serata inaugurale:
Dalla Suite op.5 di Maurice Duruflé: Toccata Buona visione e ascolto! Stent ![]()
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___________________________________________ I'm not a Number, I'm a Free Man (the Prisoneer) |
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