Altro problema a palazzo Besta: il custode va in pensione
Il primo problema da risolvere è quello del pensionamento a breve di uno dei due custodi di palazzo Besta. Poi sarà affrontato anche il nodo degli orari di apertura del palazzo, compatibilmente con risorse e disponibilità di personale.
E’, in estrema sintesi, questa la risposta della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano alla questione della limitata apertura di palazzo Besta alla domenica (due domeniche al mese e solo alla mattina) che ha acceso il dibattito negli ultimi giorni a Teglio. Alla proposta, formulata dall’operatrice turistica Laura Valli, di far pagare un biglietto più alto (ora costa 2 euro), la responsabile per la provincia di Sondrio della Soprintendenza, Silvia Zanzani, replica: «La questione è più complessa di quanto il Comune e le guide turistiche immaginino – afferma -. Innanzitutto va chiarito che i soldi dei biglietti di palazzo Besta non vengono lasciati ai musei ma ridistribuiti a livello nazionale. In ogni caso a Teglio i visitatori sono per lo più ultrasessantacinquenni o minorenni che entrano gratuitamente. L’esempio di palazzo Vertemate Fanchi non regge, perché quello è di proprietà del Comune. Possiamo anche decidere di aumentare il costo del biglietto, indipendentemente dalle aperture, ma alla luce dei servizi offerti. E i numerosi interventi fatti di recente lo dimostrano».
Detto questo Zanzani fa presente, però, lo scenario con cui il museo statale tellino dovrà confrontarsi: il custode e portiere (in pratica vive a palazzo), Franco Rossetti, andrà in pensione e toccherà sostituirlo. «La priorità è trovare una nuova figura di custode e portiere in una sede molto bella ma decentrata – prosegue -. Stiamo preparando il bando e finché non avremo espletato la procedura non si potranno fare altri ragionamenti. Se ci saranno richieste, saremo in grado di garantire il turno completo».
Dunque la situazione potrebbe addirittura peggiorare rispetto ad ora, visto che i due custodi – che devono essere presenti entrambi durante le aperture - lavorano, in base ai contratti nazionali, due domeniche al mese con un giorno di riposo festivo ogni 15 giorni. «Il nostro obiettivo è dare fruibilità al palazzo e non condizioni peggiorative – rassicura Zanzani -. Questo avvicendamento di custodia potrebbe essere occasione per una discussione più ampia sul problema che interessa a tutti risolvere. Devo ammettere che, da quando ho ricevuto l’incarico di responsabile di palazzo Besta, ho raccolto diverse segnalazioni su questa situazione, ma non avendo personale infinito, per via del rigore e dei tagli, finora non è stato possibile fare diversamente».
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