Poggi tiene stretta la sua farmacia
«La farmacia comunale di Poggiridenti non può essere dismessa, perchè crea un utile al Comune ogni anno e perchè è un servizio importante per la popolazione. Per questo chiediamo alla Corte dei Conti un parere per il suo mantenimento».
Si è espresso con queste parole il sindaco di Poggiridenti, Angelo Nesa, in consiglio comunale mercoledì quando si è discusso della problematica che riguarda anche altri Comuni, sorta con l'articolo 14 del decreto legge 78/2010 in base al quale i Comuni, con popolazione inferiore a 3mila abitanti, non possono costituire società ed entro il 30 settembre 2013 – data peraltro di scadenza della proroga di gestione da parte della farmacia della Poggiridenti servizi comunali srl – devono mettere in liquidazione le società già costituite. Una problematica sollevata anche dal Comune di Montagna per la sua farmacia. Nel caso di Poggi, l'amministrazione ha approvato, in attesa della Corte dei Conti, la proroga fino alla fine dell'anno della gestione della farmacia la cui attività è iniziata nel 2008, mentre il contratto di servizio siglato fra Comune e società risale al 2007. Visto che il decreto legge precisa anche che queste disposizioni non si applicano se la società abbia al 31 dicembre 2012 il bilancio in utile negli ultimi tre esercizi, l'amministrazione precisa che il bilancio negativo del 2008 era dovuto soltanto alla fase di start up e ai costi che la società aveva dovuto sostenere per aprire l'attività. «A nostro parere il mantenimento della società non contrasta con le normative – ha detto Nesa -. Il bilancio della società dal 2009 è sempre stato positivo, con ricavi delle vendite in crescendo (nel 2009 sono stati 360.822 euro per salire a 596.634 euro nel 2012). Siamo preoccupati per i danni che deriverebbero al Comune da un'incauta dismissione o cessione della società, scelta che non appare conforme ai principi di efficienza ed economicità a cui l'amministrazione deve tendere, tenuto conto anche dei continui cambiamenti normativi, dei contrastanti orientamenti sull'argomento e dei provvedimenti legislativi che, per due volte, hanno prorogato l'originario termine di dismissione dal 31 dicembre 2011 prima alla fine del 2012 e poi al 30 settembre di quest'anno».
Il venire meno delle somme che attualmente confluiscono ogni anno nel bilancio comunale, la cessione a terzi della titolarità della farmacia comunale, titolarità richiesta e concessa dalla Regione Lombardia per l'interesse pubblico della collettività, sono alcuni degli aspetti negativi – fa sapere il Comune nella lettera alla Corte dei Conti – che deriverebbero dall'applicazione di questa norma.
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