Ciclabile: torretta di avvistamento in balia di se stessa
Una torretta sulla quale salire, in un momento di pausa fra una pedalata e l’altra, per godersi il birdwatching o semplicemente la vista sul fiume Adda, che in quel punto è ricco di acque, o del versante retico. Peccato che, ormai da mesi, su quella torretta nessuno ci salga, perché abbandonata in mezzo alle sterpaglie, perché intorno le piante sono cresciute al punto tale da impedire qualsiasi visuale. È lo stato in cui versa un’opera – costata non poco, all’interno del progetto “Sistemi verdi” della Provincia che prevedeva 400mila euro di interventi lungo la fascia fluviale da Grosotto a San Giacomo – che si trova vicino alla pista ciclabile fra Tresenda di Teglio e Villa di Tirano. La torre è stata innalzata nel 2010 e, in base al progetto, per tre anni la Provincia si sarebbe fatta carico della manutenzione. Ebbene, ora la torre di avvistamento è in balia di se stessa. Vicino c’è una piazzola di sosta degradata e sporca e non c’è un collegamento con la ciclabile vicina, per cui di sicuro le famiglie non portano i propri figli in un angolo poco sicuro e poco pulito. Il problema è, come spesso, capita che le opere vengono realizzate ma poi non si capisce chi se ne debba occupare. E, in questo caso, non ci vorrebbe molto: tagliare le piante, asportare la vegetazione in eccesso, riordinare la piazzola di sosta.
«La pista ciclabile ha ufficialmente chiuso il 31 ottobre – spiega il presidente della Comunità montana di Tirano, Franco Imperial -, ma mi impegnerò a risolvere questo problema dalla prossima primavera. Ne sono al corrente e mi spiace che, se non fosse per la Comunità montana, ci sarebbero solo disastri in giro. Dunque taglieremo l’erba e valuteremo se la torre è ancora sicura o se occorre sistemarla. Quanto al collegamento della ciclabile alla torretta (attualmente c’è una stradina non asfaltata, ma che i biker conoscono e frequentano, nda) vedremo cosa si potrà fare. Bisogna avere i fondi per intervenire, tutti chiedono ma non fanno mai i conti con questo aspetto».
La ciclabile riaprirà il 1° marzo e ora di allora si confida che una soluzione si possa trovare. «L’attenzione per il Sentiero Valtellina e per il territorio da parte della Comunità montana è nota – aggiunge Imperial – e di recente abbiamo provveduto ad asfaltare quei tratti da San Giacomo salendo verso Tresenda dove c’era il problema delle radici, oltre al posizionamento di cartellonistica».
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