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Scontro sull'edificazione a Liscidini
Superato Ardenno, chi procede in Valtellina inizia ad avere una prospettiva in cui vi è, in posizione centrale rispetto ai due versanti, il giogo dell’Aprica, un vero e proprio terrazzo sospeso ad inquadrare la valle. Come è impossibile, percorrendo la statale 38 o la strada Panoramica, ignorare la presenza di quei prati, sarà altrettanto difficile riuscire a nascondere le zone residenziali e artigianali che il Piano del governo del territorio di Aprica propone di costruire proprio su quei panoramici prati. A sostenerlo sono i fratelli Matteo, Tito e Carlo Negri che hanno presentato all’amministrazione comunale di Aprica una dettagliata osservazione al Pgt, adottato alla fine di dicembre. In questa zona di Aprica si costruirà «con indici edificatori intensivi, limite di 3 piani e con limitate aree standard – sostengono -: si potrebbe solo sperare nella nebbia in quota per non vedere l’impatto paesistico dei nuovi insediamenti. Per di più l’analisi è arrivata a Valutazione ambientale strategica approvata e comunque omettendo gli impatti paesistici di portata provinciale che avrebbero alcuni ambiti di trasformazione una volta realizzati». I Negri sono categorici: «La giunta comunale si accinge ora ad autorizzare e incentivare l’espansione dell’abitato di Aprica a ovest con circa gli stessi criteri seguiti nell’espansione in atto a est, nel Comune di Corteno Golgi. Gli effetti di questo ampliamento “occidentale” sarebbero molto più gravi in quanto la percezione della zona di San Pietro è limitata ai punti elevati dei due Comuni in questione e chiaramente dal luogo stesso (non si vedono le case da Edolo e dalla Valcamonica per intendersi). Non si può dire lo stesso dei prati a ovest di Santa Maria».
Peraltro – sempre per i fratelli Negri – gli ambiti di trasformazione a Liscidini si trovano sul versante non solivo (minori apporti solari, quindi ecologicamente meno sostenibili), quasi interamente a meno di 150 metri dal torrente Aprica (presenza di vincolo), distanti dal centro abitato e dai servizi, tutti per di più sono in zona di frana con fasce boscate. «Se si accetta che ci sia ancora la necessità di costruire nel paese di Aprica (e questo non è stato messo in discussione) – affermano -, sarebbe compito del Pgt cercare di limitare le nuove estensioni, dando la priorità agli ambiti di trasformazione nelle zone meglio collegate, più soleggiate e meno problematiche rispetto a quelle più visibili, meno servite e dove è stata prevista un’improbabile pista ciclabile. La pista in questione avrebbe come punto di arrivo un luogo dove vi è un fabbricato privato non presente nelle planimetrie del Pgt, è caratterizzata da forti pendenze, si svolge quasi sempre all’ombra a ridosso del torrente, per diversi mesi sarà coperta di neve e ghiaccio».
Infine l’affondo. Il Pgt ha ridotto gli indici volumetrici sui terreni edificabili in versante soleggiato e ha trasformato in edificabili terreni che erano agricoli o di rispetto. Terreni su cui i proprietari non hanno mai pagato Ici o Imu. «Si tratta di un piano equo quello che distribuisce – chiedono – la ricchezza o un regalo di qualche milione di euro per pochi fortunati cittadini?».
La replica
«Ce lo hanno chiesto gli artigiani di Aprica di costruire a Liscidini e, più volte in occasione dell’approvazione della Valutazione ambientale strategica, ho fatto presente che Aprica era in ritardo nel realizzazione una zona artigianale». Parte da questa premessa il sindaco di Aprica, Carla Cioccarelli, nel replicare ai fratelli Matteo, Tito e Carlo Negri che hanno presentato un’osservazione al Piano del governo del territorio in cui contestano gli ambiti di trasformazione (artigianali e residenziali) in zona Liscidini, ovvero sui prati ben visibili della statale 38, all’ingresso di Aprica.
«Ogni cittadino è libero di esprimere le proprie considerazioni, starà all’amministrazione valutare se recepirle – risponde Cioccarelli -. La delegazione di Aprica dell’Unione Artigianati, supportata dal sindacato, ha espresso soddisfazione per la scelta di Liscidini. Che i Negri dicano che è una zona non edificata fa sorridere, sappiamo che la cura dell’edificato in paese è piuttosto ridotta. Si è edificato molto negli anni passati, anzi troppo, ed anche da parte della famiglia Negri che ha costruito le case più grosse, come il condominio Palabione e tre condomini Mavigna. Mi sembra che potrebbe esserci un atto di valutazione di quello che è stato il passato della loro famiglia più che ergersi a paladini di una zona periferica e che dà la possibilità a chi lavora di realizzare un capannone o una sede artigianale». Relativamente alla parte residenziale – quella che guarda verso la Valtellina – che «noi già avevamo ampliato, si pensi che alcuni proprietari hanno chiesto di ampliarla ulteriormente».
Il sindaco tiene a precisare che il principio di equità è stato rispettato, perché per i terreni precedentemente edificabili - sui quali però, per motivi legati alla presenza di bosco, a problemi geologici o idraulici, non si potrà in futuro costruire - vige la perequazione urbanistica, i proprietari cioè «sono stati gratificati con una volumetria che potrà essere spesa nei terreni dove si può edificare». Quelle dei fratelli Negri per Cioccarelli, inoltre, sono osservazioni «rispettabili» ma «di parte». «Ho percepito ostilità dei Negri nei confronti del Pgt perché la loro attesa era lo sviluppo a lotti della località Castelli che è una zona importante che potrà avere uno sviluppo, ma concordato con l’amministrazione – sostiene Cioccarelli -, in modo che ci sia uno sviluppo di tutti e non di pochi, con lungimiranza e modernità di costruzione. Da tempo abbiamo proposto ai Negri la possibilità di edificare in cambio della cessione di un terreno sul crinale per realizzare una piscina che sarebbe posta al sole e davanti alle piste, ma la famiglia mira ad uno sviluppo residenziale tour court. Questa nota di polemica è forse dovuta al fatto che non hanno visto soddisfatte le loro aspettative ? Se da un lato dimostrano sensibilità per il verde, dall’altra le loro richieste si sostanziano in edificazioni importanti».
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