Il Cai Valtellinese sul sistema delle autonomie
La Sezione Valtellinese del C.A.I. ritiene che la tutela dell'ambiente montano sia questione vitale per il mondo intero e, a maggior ragione, per la nostra provincia.
E', di conseguenza, impegnata a partecipare a progetti in collaborazione con altri organismi e istituzioni, al fine di promuovere politiche di sviluppo sostenibile e di ricerca, così da sostenere la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale costituito dalle Terre Alte.
Il progetto di legge regionale 30 dicembre 2014 riconosce la specialità della provincia di Sondrio quale provincia interamente montana e ne prevede, quindi, particolari forme di autonomia.
Si tratta di un'occasione da non perdere e la Sezione Valtellinese del C.A.I., invitata a formulare un proprio contributo, ritiene giusto ringraziare dell'invito e dare il proprio apporto a un documento da presentare alla Regione, con la speranza che possa essere unico e condiviso.
E' giusto chiedere che la particolare forma di autonomia che consente alla nostra provincia di mantenersi in vita, mentre le altre sembrano destinate a una progressiva scomparsa, non sia una mera formulazione di principi e permetta di avere il personale e le risorse necessarie. E' altrettanto giusto, però, che la Provincia, nel chiedere questo con forza, dimostri di avere un progetto chiaro da realizzare grazie a questo riconoscimento. Come vogliamo che sia la provincia di Sondrio autonoma?
Dimostrare la capacità di auto-ristrutturazione del sistema degli enti locali è importante, ma lo è di più saper riconoscere le contraddizioni esistenti e impegnarci a superarle. L'ipotesi potrebbe essere quella di creare le condizioni della compatibilità tra i diversi settori economici in modo che riescano a convivere senza conflitti, nell'interesse dello sviluppo dell'economia dell'intera valle. Si tratta di porre delle condizioni, uguali per tutti, e anche chiamare tutti a farsene carico nello sviluppo delle proprie attività e nell'interesse di tutte le diverse attività. Chi ha detto che sia inevitabile il conflitto tra turismo e cave, tra turismo e industria? Vogliamo provare ad accettare la scommessa di una convivenza per lo sviluppo?
Questa possibilità, a nostro parere, esiste: un contesto territoriale capace di attrarre investimenti e, quindi, di creare sviluppo e benessere, costituito da tre elementi fondamentali che già abbiamo ma che stiamo rischiando di perdere per azioni miopi e polemiche sterili tra settore e settore: un ambiente naturale prestigioso e protetto, un paesaggio di alta qualità e un sistema di servizi ad elevate prestazioni, dove si devono ricomprendere le grandi infrastrutture viabili e ferroviarie, ma anche i percorsi ciclabili e i sentieri, i grandi alberghi, come pure i rifugi, un sistema educativo che sia capace di rispondere alle domande di tutto il territorio, compreso quello confinante del vicino Cantone Grigioni, proprio perché l'essere terra di confine è una delle ragioni del riconoscimento della specificità montana, nella legge “Del Rio”.
Si potrebbe continuare con gli esempi, ma esempi sono e tali devono restare; servono solo per meglio chiarire quella che vorremmo fosse l'immagine percepita in ambito regionale e nazionale di questa nostra terra e delle sua popolazione, sicuri che questa immagine può essere il supporto di una considerazione diversa e quindi anche di una convinzione maggiore che sia giusto concederci le risorse per mantenerla e farla crescere.
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