Ma cosa finisce a tavola!
Se dobbiamo proprio dircela tutta, dopo aver assistito allo spettacolo “Mangia bello, mangia!” di Antonio Russo, la voglia di mangiare è passata tale la riesanima – senza veli e senza sconti – del contenuto di ciò che ci viene venduto al supermercato o portato sul piatto in “certi” ristoranti, ma anche nelle mense di strutture pubbliche.
Il cibo o, meglio, la contraffazione del cibo è, infatti, il tema che l'attore ha affrontato venerdì sera nel penultimo spettacolo teatrale in gara al Teglio Teatro Festival Valtellina. Originale e insolita la location: l'ingresso dell'osservatorio astronomico Giuseppe Piazzi a San Bernardo, la località montana di Ponte in Valtellina. Ad una temperatura finalmente ottimale, il pubblico – non numeroso, ma attento – ascolta il racconto appassionato di Russo che recita “a tavola”. Dopo qualche esitazione iniziale, l'interpretazione di Russo acquista sicurezza e scuote i presenti: si parla dei polli contaminati, il cui batterio «non è un problema – dice - se il pollo è cotto bene, come fanno in tante case di riposo». Il pollo arriva congelato e surgelato in Olanda dove viene scongelato; per farlo gonfiare si aggiunge acqua ed ecco che torna bello gonfio e poi viene distribuito in tutta Europa. Ma chi ha mai mangiato una cotoletta di quelle che si comprano pronte, già impanate, al supermercato si ricrederà: «E' fatta con la pelle del pollo tritata e sminuzzata». La domanda che Russo rivolge al pubblico, francamente schifato, è: ma come fa la gente a non accorgersi della differenza di qualità?
Il problema è che «la natura non può competere con la scienza dell'alimentazione». E via ancora esempi per arrivare al clou quello delle crocchette di pollo e dell'hamburgher di uno dei colossi della catena dei fast food dove una famiglia di tre persone mangia con 14,30 euro.
Insomma la gente ha fretta, se ne infischia di quello che trova nel piatto, basta che sembri buono e che abbia un buon odore (e ci sono spray che danno un profumo di funghi selvatici al risotto...). Paga per mangiare sostanze che a nulla servono come l'amido e la scena finale, in cui Russo si avventa su una montagna di gelatina, è la ciliegina sulla torta. Chissà cosa ne pensarà lo “zio contadino” che seguendo la tradizione pratica un’agricoltura sostenibile, proteggendo la specificità e la varietà della sua produzione.
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