La piattaforma del pensionato
6) p.ta – Programmarsi a) in onda venerdì 7 aprile 2006 a Radio Più
Ci siamo lasciati con l’imprevisto problema da pensionato, di dover decidere ogni volta del fare o non fare, di fare adesso o dopo. I frati e le suore, anche raggiunta una certa età, hanno una regola che determina la suddivisone della giornata. Noi non abbiamo bisogno di arrivare a quel punto, ma un piccolo programmino personale e compatibile con chi ci sta vicino, ci facilita l’affrontare della nostra giornata senza quel tentennamento continuo del fare o non fare. Incominciamo per stabilire, secondo anche le abitudini e esigenze del nostro corpo, a che ora alzarci e atteniamoci, per quanto possibile (se poi una volta veniamo meno, nessuno ci condannerà), ma serve come regola generale. Poi, concediamoci tutto il tempo per fare con comodo e con piacere quelle cose doverose di pulizia personale (e tutto questo indipendentemente che sia uomo o donna, ormai in quanto da pensionati i ruoli dovrebbero integrarsi)e di creare un ordine intorno a noi, che è già un buon inizio di giornata; poi diamo anche tutto quel tempo alla colazione, in compagnia o anche da soli, che abbiamo dovuto fare sempre di corsa durante il periodo di lavoro. Verso le nove dovremmo aver assolto tutti questi doveri e piaceri e allora è il momento di uscire. Ci sarà sempre qualche cosa da fare: spesette, acquisto del giornale ecc.. ma comunque si esce per fare la camminata come esigenza fisica, ma anche per bere un caffè e scambiare quattro chiacchere, che fanno bene anche loro per non chiudersi in se stessi, ma socializzare. Ma anche qui stabilirsi un tempo massimo. (Che pena quegli uomini che passano la mattinata a guardare quelli che giocano alle carte o seduti davanti a un bicchiere di vino), ma poi si rientra a casa e qui è necessario avere un lavoro da portare avanti. Quale? Quello che costituisce il proprio hobby, che sia di piacere, o se di utilità meglio ancora. Oppure? Perché non inserire una novità? Ne parleremo piû avanti
(Un proverbio della Svizzera tedesca, dice che la preoccupazione delle mogli all’avvicinarsi del pensionamento del marito, è il timore di trovarselo tra i piedi, dalle dieci del mattino in poi, in cucina a scoperchiare le pentole per vedere cosa la moglie prepara per il pranzo).
Non dovrebbe essere il nostro caso, ma fermiamoci qui rimandando alla prossima puntata il resto.
Poesia “quel car, socio, digestif café di nos dì “ pag. 33 del “Fineströl”
©Luisa Moraschinelli.
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