I pizzoccheri ambiscono l'internazionalità
Chi viene in Valtellina adora assaggiare i suoi nutrienti e gustosi pizzoccheri, ma ora a diffondere a livello internazionale il nome del piatto tipico della provincia di Sondrio ci penserà il “Museo Nazionale delle Paste Alimentari” di Roma. Parola del suo presidente, Giuseppe Giarmoleo, ospite negli ultimi giorni a Sondrio dell’Accademia del Pizzocchero di Teglio. «Con il presidente dell’Accademia Rezio Donchi abbiamo iniziato un cammino per ampliare l’offerta dei primi piatti italiani – afferma il presidente del museo romano, fondato nel 1993, che accoglie la migliore tradizione del tipico alimento nazionale -. Oltre alla pasta di semola di grano duro e il riso, siamo impegnati a far conoscere sempre di più i pizzoccheri, prodotti con ottima farina di grano saraceno, presenti quotidianamente sulla tavola di Valtellina. Questo tradizionale alimento può completare per le sue qualità organolettiche e nutrizionali, il panorama della pasta italiana. Pochi sanno che il grano è consumato, in grande quantità, in Cina, Russia e in altri Paesi orientali. La tecnologia e l’arte della pastificazione italiana, partendo da Sondrio, può reinterpretare questo pilastro della alimentazione mondiale». Secondo Giarmoleo il merito è tutto dell’Accademia di Teglio e del suo presidente di cui «ho ammirato la preparazione, la tenacia e la splendida determinazione – prosegue -. Ho infine gustato l’accoglienza dell’hotel della Posta, del suo ristorante dove vengono utilizzati i prodotti locali in semplice e suggestiva presentazione nella cornice di un perfetto servizio». Altro aspetto della Valtellina che ha colpito il presidente del museo è il rapporto fra i cittadini e le due banche (Popolare e Credito), legate con «vero amore al territorio, raro esempio di realtà ed efficienza».
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