Monorotaia: reazioni da Pian Gembro
Mentre le amministrazioni comunali sposano con favore il progetto di realizzare una monorotaia sopraelevata da Tirano ad Aprica, passando per Trivigno e Pian di Gembro, nella riserva di Pian di Gembro – area naturale protetta – i pareri sono discordanti, fra chi pensa che sarebbe una buona idea, chi è titubante e chi, invece, la boccia in toto, preoccupato per l’impatto ambientale e l’eventuale futuro sviluppo edificatorio.
Mario Bassi, che vanta una vasta proprietà a Pian di Gembro perfettamente tenuta, era stato invitato a far parte della cordata per la costruzione della funicolare, ma «ho rifiutato – dice -. Se la vogliono fare, che siano altri a prendere l’iniziativa. I problemi sono diversi qui, la montagna si è spopolata, non c’è niente e solo per 15 giorni all’anno c’è gente. Una monorotaia potrebbe essere utile per favorire lo sci di fondo, ma per giustificare un’opera così grossa, a mio parere, ci vorrebbe un flusso turistico alla base molto più intenso di quello che attualmente Trivigno e Pian Gembro hanno. Si dovrebbe creare un interesse per il turista, invece c’è solo montagna per di più tenuta male. Penso alla riserva di Pian Gembro dove non c’è una fontanella che sia una per il vecchietto che viene a visitarla. Sono stati installati dei cartelli, nulla più». Non teme, invece, Bassi, un interesse di tipo edificatorio, «perché in queste aree se si costruisce, lo si deve fare con un certo criterio».
Renato Chiodi, residente a Edolo, da trent’anni ha una bella villetta al Pian di Gembro, con il prato sempre tagliato. Chiodi non vede di buon occhio il progetto. «Certo dipende da come verrà realizzato, ma vedrei meglio una telecabina allora che avrebbe un impatto ambientale inferiore rispetto ad una monorotaia – afferma -. I piloni sarebbero distanti l’uno dall’altro di qualche centinaio di metri, invece, per il “coaster” le rotaie taglierebbero tutta la montagna. E poi mi chiedo dove sarebbe la fermata qui nella riserva?». Domanda che abbiamo girato al sindaco, Giacomo Tognini, contattato a suo tempo per l’assenso allo studio di fattibilità che risponde però: «Non ho mai visto carte, dunque non so dove si pensa di collocarla».
Dalla parte del sì, invece, c’è Barbara Manoni che, con i figli, un mese all’anno soggiorna nella seconda casa nella riserva. «Se fatta con la giusta attenzione per il territorio – dichiara Manoni di Villa di Tirano – sarebbe una buona idea realizzare la monorotaia». Favorevoli anche due coppie di turisti che, in estate, frequentano la riserva per prendere il fresco, fare camminate tranquille e giocare a carte nell’area pic nic predisposta dalla Comunità montana all’ingresso della riserva. «Veniamo all’Aprica da 20 anni – dicono Piera Sacchi e il marito Pietro Corbetta di Galbiate – e saliamo in Pian di Gembro per passare il tempo. Se ci fosse la monorotaia da Aprica verremmo qui con quella senza prendere la macchina. Il progresso fa sempre piacere ma mi domando se i Verdi siano d’accordo…». «Anche per noi la proposta è da sposare – aggiungono Giuseppe Rocca e Adele Fusi che da otto anni frequentano la località -, ma poi con le rotaie si potrà comunque andare nei boschi a raccogliere funghi?».
|