Squarci di materia "con" riflessione
Abitano a centinaia di chilometri di distanza, ognuno ha coltivato la propria passione per l’arte che si è manifestata in quadri, anche di grandi dimensioni, in cui la materia sembra esplodere; poi un giorno un incontro e la scoperta che, pur attraverso strade diverse, sono arrivati ad una tappa del loro percorso artistico che li avvicina. Tanto i quadri si potrebbero confondere nella paternità dell’autore. E proprio giocando su questo amalgama artistico la valtellinese Alessia Cattelini e il bresciano Max Gentili hanno ideato l’allestimento della mostra “Passo lento senza riflessione” inaugurata sabato nella sala Ligari in via XXV Aprile a Sondrio.
I quadri – a metà fra la pittura e la scultura – sono mischiati per evitare la riconoscibilità dell’artista che vuole proporre al contrario del titolo una riflessione. Per fare ciò i due giovani pittori hanno proposto una formula originale al vernissage. In pratica i visitatori sono entrati nella sala ma non hanno visto altro che pareti ricoperte di fogli di giornali, allusione alla quotidianità ma forse anche semplice “velo sensoriale” prima di conoscere l’opera. Poi ad un tratto la musica quasi tribale di Ivan Romeri ha ricreato il battito del cuore e un sussulto che è andato nel profondo. Al termine di questa gli artisti hanno invitato i visitatori a scoprire essi stessi la loro produzione togliendo i fogli di giornale. Una performance insolita e originale, giovanile, apprezzata dal pubblico incuriosito davanti alle opere di Alessia e Max, labirinti di squarci di materia, esplosioni di labbra spigolose e taglienti, intarsi di fili che si allacciano, bolle d’aria pregne di colore, magma che pare eruttare calore e colore, intarsi di cretti che consistono in superfici quadrate o rettangolari, spesse, di colore bianco o nero, su cui si dipana un fitto intreccio di crepe e screpolature.
Non hanno nome le opere, per la volontà stessa dei due artisti di lasciare al visitatore una «muta riflessione» anche se, in realtà, poi Alessia e Max sono prodighi nel raccontare i loro pensieri e da quale scuotimento nasca l’opera. Un connubio che diventa anche arte di memoria come quello nello spazio ricavato dietro ai pannelli, una sorta di stanzino a parte, dove si esplicita il dolore per il terremoto dell’Abruzzo, la morte e la distruzione che ha portato attraverso un quadro-mare rosso e sotto un specchio circondato da chiodi frantumato da un martello.
La mostra resterà aperta fino al 14 novembre tutti i giorni dalle 16 alle 19.
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