Il teatro ecologico
E perché non mettere sulla scena una favola ecologica? Una favola che racconti l’importanza della biodegradabilità in modo per così dire simpatico e vicino alla sensibilità dei ragazzi? Ci ha pensato lo spettacolo teatrale frutto del laboratorio della classe seconda media di Valgella a Tresenda di Teglio, andato in scena fra il fragore degli applausi mercoledì sera all’auditorium. Sul palco gli studenti seguiti dall’insegnante Enza Ambrosini, dall’esperienza decennale in ambito di laboratori teatrali per le scuole, e dal dirigente scolastico Maurizio Gianola. La rappresentazione è una simpatica odissea ecologica in cui si immagina che i vari rifiuti della nostra vita quotidiana (carta, vetro, latta, buccia di banana, plastica) vivano un’esperienza terribile prima di giungere alla consapevolezza che per loro c’è ancora posto, purché accettino di lasciarsi trasformare, cioè riciclare. Il cammino però sarà lungo e tortuoso, nonché pericoloso perché passeranno dal Container all’Inceneritore della nettezza urbana, fino addirittura a farsi schiavizzare dai Mister Ratti, simbolo della rassegnazione allo sporco e al degrado. Ci vorrà alla fine il clown, il protagonista che unisce o vari quadri dello spettacolo, a far capire a tutti come accettando di essere trasformati si possa tornare a fare bella figura sugli scaffali e si può ricominciare a vivere. Tutti tranne uno, proprio la pila Duracell del titolo, che non essendo biodegradabile, non può essere riciclata, al massimo ricaricata ma sempre pila resterà. «La morale finale traccia un paragone tra la storia e i suoi protagonisti e gli uomini – spiega il dirigente -. All’inizio del teatro la Pila Duracell si lamenta per la scarsa considerazione di cui gode tra gli uomini e rivendica la sua dignità, anche se rifiuto. Il clown alla fine ricorda come anche per gli uomini valgano le stesse considerazioni perché tutti hanno una dignità che va rispettata e riconosciuta. Il messaggio è semplice e universale e la recitazione dei ragazzi è divertita». Una sottolineatura la meritano i costumi, realizzati dagli alunni di due classi in un laboratorio di scenografia, che hanno permesso di dare vita ad una rappresentazione colorata e gioiosa. La professoressa Ambrosini, anima dello spettacolo, ha dichiarato di essersi anche divertita preparando i ragazzi in questo viaggio tra i rifiuti e il loro riciclo. «Vi ringrazio – ha detto - perché siete riusciti a vivere questa esperienza con la consapevolezza di portare un messaggio a tutti sull’importanza di rispettare sempre di più l’ambiente anche attraverso la raccolta differenziata».
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