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| Generale Il forum per discutere di tutto |
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Collaboratori
Data Registrazione: 19-05-05
Messaggi: 5.781
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Da stasera una novità su abriga.it.
Le poesie del mese, firmate da diversi anni da Luisa Moraschinelli, cedono il passo alle parabole in dialetto. Luisa Moraschinelli le definisce «lezioni di vita», dunque una lettura rivolta a tutti. Credenti oppure no. Difatti le parabole, con la loro caratteristica immaginaria figurativa, descrivono alcune lezioni spirituali di primaria importanza per la vita nel Regno di Dio. È un modo di esprimersi servendosi di un'immagine per illustrare un pensiero. Questo metodo d'insegnamento era molto comune nell'antichità, anche fuori dal giudaismo, e serviva ad illustrare in modo semplice dei concetti astratti. Oggi il modo di parlare metaforico proprio della civiltà rurale è stato sostituito dallo stile astratto. Tuttavia, l'illustrazione del pensiero astratto viene espressa con una immagine che non è più parlata: l'utilizzazione dei mezzi audiovisivi, come disegni animati, diagrammi televisivi e l'uso di lavagne sia tradizionali che luminose, non fa altro che provare quanto sia necessario accompagnare l'esposizione verbale con l'immagine. In questo senso quindi, le parabole hanno una validità sempre attuale anche se il lettore moderno deve immedesimarsi con l'ambiente storico e culturale del tempo di Cristo e dei Suoi contemporanei. Detto questo, e se le parabole –sono circa una quarantina e si trovano nei Vangeli scritti dai quattro Evangelisti Matteo, Marco, Luca e Giovanni – venissero tradotte in dialetto di Aprica? Trovata originale, no? E’ la proposta della scrittrice Luisa Moraschinelli – penna storica di abriga.it, cui si deve il vocabolario dialettale – che ha scelto dodici parabole del Vangelo di Luca da pubblicare una per ogni mese dell’anno nella home page del quotidiano on line. «Le parabole sono espressione diretta della vita terrena del Cristo – spiega Luisa -, raccolta dai suoi apostoli e riportata nei Vangeli. Sono insegnamenti, miracoli, consigli con una testimonianza diretta di chi era con Lui, in quel tempo. Sono una lezione di vita, come del resto tutta la Storia Sacra indirizzata all’uomo, quindi a tutti credenti e non». Ma ecco il perché dell’innovativa e certamente originale proposta. «Da tempo seguendo alla radio le famosi catechesi sulla Bibbia di Monsignor Gianfranco Ravasi, ho capito che la Storia Sacra non è una storiella per pochi, ma è la base della storia dell’uomo in generale. In particolare i Vangeli danno la testimonianza del Cristo nella sua vita terrena. Qualche anno fa nel programma IDEVV (Istituto di dialettologia ed etnografia valtellinese e valchiavennasca) diversi paesi della nostra provincia hanno tradotto la parabola del “Figliol Prodigo” nel proprio dialetto. L’ho fatto anch’io e sono rimasta sorpresa nel constatare che, tradotte in dialetto, le parabole rivelano un insegnamento pratico nella nostra comune realtà». La proposta in dialetto può creare dei pregiudizi? Luisa è convinta di no, ai lettori l’ardua sentenza. |
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Utente
Data Registrazione: 03-03-09
Messaggi: 179
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Brava Luisa, la tua iniziativa di raccontare in dialetto le Parabole mi piace. E bravi quelli di Abriga.it che danno l' opportunita'.Si pensi che la Chiesa permette anche di celebrare la S. Messa nella varie lingue locali e quindi anche in dialetto. Penso anche che ci si possa confessare anche in dialetto, forse i nostri peccati sarebbero meno standardizzati dalle regole di pronuncia.
Luisa ti leggero. volentieri. Ezio |
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