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Vecchio 10-12-09, 15:00   #1
Ezio
Utente
 
Data Registrazione: 03-03-09
Messaggi: 179
Predefinito Terra, magnifico e delicato Pianeta

Il sogno di Marta

E’ certo. Quando un bambino nasce si accende una cometa nel cielo. Nella vita essa gli apparirà almeno una volta; allora sarà il momento di chiederle un desiderio.
Marta, otto anni , bambina buona e dagli occhi azzurri vide la sua cometa in una notte d’ aprile del 1986.
Con nonno Ezio era seduta sotto i grandi tigli di Ronco. La notte era fresca, il cielo era d’un nero profondo. Non v’era luna, le stelle brillavano di luce tremula e fioca.
Lassù, sopra i monti del Mortirolo, Marta vide brillare una grossa stella con una sciabola di luce. Non si muoveva, era fissa nel cielo.
Nonno Ezio la vide e, con un sorriso, puntò il dito verso il cielo stellato poi disse a Marta “ E’ Halley. la cometa che accompagnò alla capanna di Gesù Bambino i Magi d’oriente Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, astrologi e sapienti capaci di leggere nel cielo i grandi eventi della storia“. Lo sapeva perché in quei giorni molti l’avevano osservata. Era rimasto affascinato da tanto splendore perciò aveva portato Marta sotto i tigli di Ronco per ammirarla insieme. Sapeva che la cometa sarebbe tornata solo nel 2061, dopo 76 anni e malinconicamente pensava che questa sarebbe stata l’ultima occasione della sua vita per ammirarla.
Nonno e nipotina abbracciati guardavano la cometa.
Il nonno pregava il Signore perché la cometa donasse fortuna, prosperità e soprattutto gioia per la bimba che cullava tra le braccia; la nipotina sognava di poter afferrare la cometa con le mani e di chiuderla nel suo cuore.
Nessuno saprà mai perché i desideri dei bimbi si avverano sempre; forse essi sono il laccio d’amore dei cuori puri con il Signore. Nonno e nipotina guardarono per molto tempo la cometa nel cielo, poi si addormentarono sotto i tigli di Ronco accarezzati dalla lieve brezza.
Il desiderio di Marta si avverò. Venne l’alba. Un tenue chiarore si diffuse sui monti del Mortirolo mentre la brillantezza della cometa divenne sempre più fioca sino a svanire. In quell’alba la cometa non svanì nel cielo. ma entrò nel cuore di Marta e Marta si cullò tra scintille di luce. La bimba sognò. Sognò d’essere lassù nella
cometa, in cielo, immersa nella coda di cristalli di ghiaccio. Com’era bella la terra vista da lassù. Era simile ad una palla azzurra illuminata a metà nell’oscura notte; fili d’argento si muovevano lentamente sulla sfera fasciando il celeste dei mari tra le macchie scure della terra e il bianco chiarore dei ghiacci. La luna, dalla faccia argentea illuminata dal sole, seguiva il lento ruotare della terra. In alto il sole era una gigantesca palla, una fornace di fuoco, di luce, di sbuffi di vapori continui.
Marta era il cavaliere e la cometa il suo cavallo: veloci correvano tra i pianeti.
Nel suo viaggio incontrò Mercurio, il pianeta più vicino al Sole: più piccolo della terra e simile alla luna è pieno di crateri; poi passò accanto a Venere, il pianeta più luminoso, dopo la luna. Passò poi vicino alla Terra piena di luci e colori, la luna faceva da corona. Più lontano incontrò Marte, pietroso e pieno di crateri spenti, fino a raggiungere il pianeta gassoso Giove. Poi incontrò Saturno con i suoi diafani anelli, e infine penetrò tra i freddi mondi di Urano e Nettuno e passò oltre.
Marta vide che il Sole era diventato una stella lontana; i suoi raggi erano deboli, fiochi e non riscaldavano. Marta pensava alla Terra, alla cara e dolce terra, piena di colori, di suoni, di odori. Pensava al nonno, ai prati di Ronco, al canto dei grilli, alla sorgente del “funtanìn” dove l’acqua sgorga fresca e scintillante di luce.
Cara, dolce lontana Terra! Così continuò il viaggio di Marta, finché la cometa tornò di nuovo verso il sole e la terra nell’anno 2061.
Vide la Terra e si rattristò . La Terra era immersa in una coltre gassosa e densa. Non era più simile ad una palla azzurra illuminata a metà nell’oscura notte, ma era diventata marrone, avvolta in una nebbia gassosa. I fili d’argento che prima si muovevano lentamente e fasciavano il celeste dei mari tra le macchie scure della terra e il bianco chiarore dei ghiacci erano scomparsi. Era scomparso anche il bianco chiarore dei ghiacci.
I tigli di Ronco erano scomparsi, anche il nonno non c’era. I prati e i boschi non erano più verdeggianti. La valle era coperta da un denso mantello grigiastro e il calore aveva fatto sciogliere le candide nevi dei ghiacciai del Bernina.
Marta si spaventò non vedendo il nonno, ma come d’incanto si ritrovò tra le sue braccia sotto i grandi tigli. Si era svegliata dal lungo sonno, ma il sogno le era rimasto nel cuore.
Il nonno le accarezzò i capelli e disse: “Marta, bambina mia, mandiamo un bacio alla cometa. Sono vecchio e io non la vedrò più; tu però la rivedrai. Promettimi di tornare nel 2061 sotto i tigli di Ronco, tra questa natura incantata dove l’armonia si fa sentire in ogni momento, per vedere la cometa e ricordare il tuo nonno.
Marta ricordò il suo sogno, ricordò come aveva visto la terra; si strinse al nonno e non disse una parola.

e.m.




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Ezio non  è collegato   Rispondi Citando
Vecchio 10-12-09, 15:42   #2
clara
Utente
 
L'avatar di clara
 
Data Registrazione: 09-08-07
Messaggi: 690
Predefinito Riferimento: Terra, magnifico e delicato Pianeta

Che dire Ezio? Marta è una nipotina davvero fortunata.

Grazie per questa favola delicata e lungimirante.

(Grazie anche per le fatiche che hanno anticipato la pubblicazione)


clara non  è collegato   Rispondi Citando
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