«Credo che sia l'anelito verso l'assoluto a conferire alle opere di Polenghi una luminosità numinosa, mi si perdoni il bisticcio. Numinosa in quanto ineffabile, così come lo é la dimensione sacrale di certi fenomeni»; sono le parole del gallerista e critico d’arte Arturo Schwarz a dare un’immagine fascinosa delle opere del pittore milanese Francesco Polenghi che esporrà fino al 31 agosto a palazzo Salis a Tirano. Schwarz – peraltro amico di Polenghi – ha presentato con parole sublimi domenica scorsa la mostra che rappresenta un’opportunità in più per i visitatori dello splendido palazzo situato nel cuore della cittadina abduana. L’iniziativa è inserita, infatti, nel circuito museale, per cui con il costo del biglietto di ingresso al museo, quest’estate si potrà anche visitare l’esposizione allestita nelle quattro sale del museo e nel saloncello. L’esperimento di questo abbinamento – potremmo dire fortunato – è partito la scorsa estate con la mostra con rare immagini di inizio ‘900 scattate da Ulisse Sertoli Salis, un nobiluomo che intraprese già in giovane età una serie di viaggi tra l’Europa, l’Asia e l’Africa di un secolo fa. Quest’anno tocca a Poleghi far conoscere la sua arte in Valtellina. «Per Einstein l'oggetto non é altro che una curvatura dello spazio. Così le tele di Polenghi sono strutturate come un susseguirsi ininterrotto di curve, e, come l'universo, non sembrano avere inizio o fine, ognuna riprendendo il discorso delle precedente e annunciando la seguente – dice di lui Schwarz -. E, ancora, che significato assume, in questa labirintica organizzazione, la linea retta che dai bordi o dal centro viene a sconvolgere l'ordinato caos creativo dell'insieme? Qualsiasi risposta diamo a questi interrogativi, rimane l'opera in sé e per sé che si realizza come riflesso trascendentale dell'umano, mentre riafferma l'ingiunzione di Siddartha che ci chiede di diventare quello che siamo. Così come l'opera di Francesco Polenghi diventa quanto ambisce di essere se guardata con l'occhio interiore della partecipazione». Il resto è da scoprire a palazzo Foppoli. Visite da lunedì a sabato tutte le mattine alle 10 e alle 11; da giovedì a sabato anche il pomeriggio alle 15 e alle 16. É sempre possibile organizzare la visita scrivendo a
info@palazzosalis.com o telefonando a 340.0640653.