Teglio fucina di artisti: ben 20
Neanche a Teglio si sarebbero mai aspettati che la località fosse una fucina così folta di artisti e artigiani; sabato sera, infatti, è stata una bella scoperta passeggiare per via Morelli e – soprattutto – entrare in stupende dimore private ricche di affreschi, generalmente chiuse, per scoprire l’arte made in Teglio. Sì, perché alla “Notte della vigilia” c’erano ben venti espositori artisti Tutti tellini.
Per la manifestazione, organizzata per il primo anno dalla biblioteca “Elisa Branchi” e dal Comune di Teglio per festeggiare la vigilia della festa patronale, la presidente della biblioteca, Mariarosa Menaglio, ha fatto ricerche accurate sul territorio addirittura da gennaio per fare in modo che i tellini fossero essi stessi attori dell’evento. Mettiamoci poi la degustazione di prodotti tipici locali e la scoperta di palazzi in cui le pareti affrescate raccontano la storia, le “masù” come le chiamano a Teglio ovvero vecchi fienili e il gioco è fatto. L’idea è stata apprezzata dai cittadini e dai turisti presenti nel fine settimana nella località. Ecco quindi cesti e gerli intrecciati a mano, quadri agresti che parlano di una quiete che a Teglio si può ben respirare, oggetti in ceramica, decoupage, intarsio del legno, casette in pietra e la ricreazione del fienile della “filogna” ovvero quando le donne e i bambini si ritrovavano al caldo per filare la lana.
Camminando nei boschi e per le strade vede e raccoglie sassi di tutte le dimensioni. Il loro luccichio lo richiamano e gli suggeriscono volti. E’ così che sono nate negli ultimi anni ben 50 facce realizzate con altrettanti sassi. Angelo Franzini, in occasione della “Notte di vigilia” a Teglio, ne ha esposte alcune raccontando volentieri la sua passione coltivata soprattutto da quando è in pensione. Pietre lavorate o grezze, sassi di pochi etti e sassi di un quintale e mezzo difficili da spostare. Tutti diventano volto ed espressività. «Quando sono in giro, le pietre mi sembra che abbiano qualcosa di vivo – dice – e mi suggeriscano essere stesse delle facce che mi fanno compagnia. Ci sono il morente, il dormiente, una che rappresenta me da ragazzo, la regina di Saba, il romano oppure una piccola scultura in legno intitolata “Gabbiano felice” perché fra le zampe porta un pesce». Per Franzini, che da 15 anni coltiva questa passione, a Teglio è stata la sua prima esposizione anche se sue opere sono esposte in alcune chiese come l’altarino presente nella chiesa di S. Luigi.
Ben strutturata la presentazione del Presidio Slow Food e dell’associazione dei produttori di grano saraceno che ha voluto dare un taglio didattico all’esposizione seguendo una modalità applicata durante l’anno alle scolaresche. Proposto un percorso attraverso i cinque sensi per osservare con occhi attenti la realtà, scoprire peculiarità e caratteristiche di grano saraceno, segale e orzo. Per finire angolo aperto per la prima volta al pubblico – e il suggerimento è quello di ripetere l’esperienza vista la suggestione del posto – il giardino di palazzo Morelli dove si è tenuto il concerto della Filarmonica di Ponte in Valtellina. Neanche la pioggia che scendeva ha allontanato il folto pubblico, seduto oppure assiepato sulla gradinata con gli ombrelli. «E’ stato un esperimento faticoso che ha richiesto molto tempo e lavoro – spiega Menaglio -, ma il riscontro ci ha premiato. Importante è stato scoprire le risorse di Teglio in vista anche della pubblicazione della ricerca sui toponimi prevista per l’inizio del prossimo anno». La notte della vigilia è proseguita fino a tardi, mentre ieri il paese ha fatto posto alle bancarelle della tradizionale fiera di S. Luigi.
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