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Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi

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Vecchio 09-11-10, 07:07   #1
Abriga.it
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Predefinito Grazie alla terra, ma quale futuro?

E’ stato un grazie quello che centinia di agricoltori, cittadini e autorità hanno voluto esprimere alla “terra”, ma anche un promessa rivolta al futuro, affinché la terra continui ad essere fonte di sostentamento, magari in modo diverso rispetto al passato, quando dei prodotti della terra le famiglie si sfamavano. Oggi l’agricoltura è cambiata ma rimane un pilastro dell’economia valtellinese. Da qui l’importanza della cooperazione e della promozione. Due concetti su cui domenica ci si è soffermati ad Aprica, alla Festa del ringraziamento provinciale promossa da Coldiretti in un paese fra quelli con meno vocazione agricola della provincia, ma che ha voluto far sentire comunque la sua voce grazie all’associazione agricoltori e allevatori. Agricoltura fa binomio con cultura secondo il presidente di Coldiretti, Alberto Marsetti, che ha invitato la categoria ad «uscire dalle aziende, a fare promozione. Al di là delle agevolazioni e dei contributi abbiamo mantenuto con caparbietà il nostro territorio che dobbiamo far conoscere». Fondamentale, in questa fase, anche la collaborazione fra realtà, come ha sottolineato l’assessore provinciale all’Agricoltura, Severino De Stefani. «Passi avanti ne abbiamo fatti – ha affermato -, ma dobbiamo continuare questa attività di collaborazione che ha sortito la formazione del multiconsorzio, che porta avanti le nostre eccellenze. Penso alle latterie che si stanno aggregando e che ci forniscono un prezzo del latte alto rispetto ad altre realtà regionali, penso al comparto frutticolo. Altro traguardo importante è stato che quest’anno non ci sono stati problemi per il ritiro delle uve». L’assessore ha annunciato il lavoro in atto con la Regione per far sì che i muretti crollati a seguito degli eventi alluvionali del 2008 vengano ricostruiti. E ancora la montagna solidale. «Prossimamente ci attrezzeremo per avviare una campagna di solidarietà – ha aggiunto De Stefani – a favore del Veneto». Il sindaco padrone di casa, Carla Cioccarelli, - motteggiando sul fatto che solo ad Aprica la festa ha raccolto la pioggia a differenza delle edizioni assolate in altre località valtellinesi - ha parlato della necessaria salvaguardia del territorio in qualsiasi contesto, ambientale come quello turistico, mentre il vicepresidente della Comunità montana di Tirano, Dino Negri, si è soffermato sul rispetto dovuto a chi opera in campo agricolo. Un saluto è venuto da Roberto Baitieri, delegato alla Montagna della Regione, da Gabriella Bersani di Donne Imprese ed, infine, dal presidente della Provincia, Massimo Sertori, che ha detto: «Non dobbiamo più ragionare a comparti stagni. L’agricoltura non è più vista da sola, ma è legata al turismo. Sta a noi creare le condizioni affinché gli agricoltori possano lavorare nel migliore dei modi e ci impegneremo anche grazie alla vasta rappresentanza valtellinese nelle istituzioni».
La Giornata provinciale del ringraziamento non è stata solo una festa. Lo si è sentito nei toni usati dal vicario episcopale, don Battista Galli, che ha ricordato quanta fatica e quante difficoltà stiano vivendo molte famiglie in Valtellina e non solo. Come quelle che la Diocesi aiuta – 450 – con un contributo mensile di 500-600 euro per vivere, «anche se in Valtellina ancora un pezzo di terra, l’orto e l’aiuto dei nonni, che in tanti anni hanno messo via i risparmi, servono a mantenere le famiglie dei figli dei figli», ha detto monsignor Galli prima di benedire mezzi e animali al termine della funzione religiosa.
Il tema del soccorso e del ringraziamento, infatti, è stato il filo conduttore anche della prima parte della manifestazione tenutasi nel santuario di Maria Ausiliatrice con la Messa e l’offertorio dei doni. «Mi piacerebbe che ognuno di noi avesse la capacità e la soddisfazione di dire grazie per quanto riceviamo ogni giorno – ha detto il vicario episcopale che ha concelebrato la funzione, insieme al consigliere ecclesiastico provinciale Coldiretti don Gianni Dolci -. Qui c’è una vasta rappresentanza di chi protegge e promuove il lavoro della terra e onora le grandi leggi della vita. Oggi non c’è molto rispetto per la vita, così come non c’è un atteggiamento di ringraziamento per quello che la vita dà all’uomo. Questo pensiero deve raggiungere mentre siete riuniti. Domandiamoci se per tutto quello che ci appartiene abbiamo cura, diamo sensibilità, dignità e cuore. Oggi lo esprimete in modo bello, ma dobbiamo compensare le occasioni in cui non si vede il rispetto per la vita. Saper ringraziare il Signore per i frutti della terra e per la fatica del lavoro significa non attribuire tutto a sé il merito, sapere che utilizziamo la salute nella misura in cui ci è data». Don Galli ha chiuso chiedendo attenzione per il creato, per l’uomo e per la terra, che è di tutti e di cui bisogna godere fraternamente. Ricchi i doni portati all’altare durante la processione offertoriale, dal pane al vino, dai fiori alla frutta, dagli ortaggi al granoturco, dalla zucca al miele. Al termine della celebrazione religiosa, il corteo dei partecipanti aperto dalla banda si è spostato per la benedizione all’area tennis.
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