Il cibo dall'età romana ad oggi: si studia a scuola
Chi lo immaginerà mai che la pastafrolla la si cucinava anche nell’età romana? E che, sempre in età classica, c’era una portata come la terrina di pesce che tanto somiglia a quello che facciamo ai nostri giorni? Per non dire dei dolci casalinghi, amati ieri come oggi.
Lo studio del latino è passato attraverso il cibo al liceo delle Scienze Umane dell’istituto Pinchetti di Tirano dove, coordinate dalla professoressa Angela Chindemi, le studentesse hanno svolto un lavoro molto interessante sfociato in un laboratorio culinario. Gli studenti hanno prima effettuato raccolta e studio dei cibi latini, in qualche caso tratti dal manuale di gastronomia classica di Apicio. Dopodiché il confronto è stato proposto – previa intervista a nonni e parenti - con i cibi valtellinesi (polenta, torta di grano saraceno, pesteda ecc) e, in onore a due studentesse straniere, con i cibi macedoni e moldavi. Il lavoro multidisciplinare (latino, storia, scienze) ha visto anche affrontare argomenti legati all’importanza di una sana alimentazione, al concetto di “caloria” (quante ragazze controllano avidamente quante calorie contiene uno snack?), al rapporto fra cibo e corpo. Ecco quindi che un mondo antico e una lingua antica, che morta non è, insieme al suo bagaglio di valori culturali e morali, dal passato è arrivato al presente in questa proposta didattica e formativa di interesse. «A tavola si svolgono tutti i migliori riti dell’uomo – commenta la dirigente, Francesca Fumagalli -. Il progetto è stato un modo di vivere con competenza attuale lo studio del passato, che ha entusiasmo gli studenti».
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